domenica 29 giugno 2014

Muratore aggredito da animale misterioso


Durante una giornata calda d'estate un gruppo di muratori stava lavorando una pavimentazione alla periferia di Una cittadina della provincia di Foggia.
Stefano, un ragazzo giovane e muscoloso, era stato assunto da poco tempo ed era bravissimo nel suo mestiere dato che aveva ottenuto massima fiducia verso il suo datore di lavoro ed anche dai suoi colleghi più vecchi. Ormai era il delfino del capo e la mascotte del gruppo, tutti lo volevano bene, anche se volevano vederlo più grassoccio, ma lui non voleva, perché lui sapeva che stava benissimo così, con la tartaruga sulla pancia e con i pettorali ben quadrati, aveva dei bicipiti enormi e non si stancava mai di lavorare. Odiava la birra, odiava i drogati, gli alcolizzati e gli zingari, perché considerava queste persone feccia della società, dato che lui era sempre il migliore della classe, promosso con ottimi voti, sempre, ed adesso si trovava in cantiere a lavorare ed a lui non dispiaceva, era un ragazzo umile e molto educato, le donne lo amavano per il suo fisico atletico, ed anche i maschi. Il suo corpo era degno di lode, dato che nessuno si accorgeva che era anche molto intelligente, a parte i professori, ma adesso non era più uno scolaro, era un laureato che faceva il lavoro di muratore. Ormai si era guadagnato la stima di tutti. 
Un giorno estivo, faceva un caldo pazzesco e si era tolto al maglia da lavoro mostrando quel bel fisico che aveva. Chi passava di li lo invidiava tantissimo, molti dei suoi ex compagni di classe ed ex colleghi di università lo invidiavano parecchio perché lui era già un ottimo lavoratore e loro erano tutti disoccupati squattrinati del cazzo. quel giorno li, di calda afa estiva, che lui era a lavoro mezzo nudo, si aggirava da quelle vie periferiche una bestia che lui non aveva mai visto, si trattava i una manticora; un animale simile ad un leone, con un volto umano, delle ali sul dorso ed la coda di uno scorpione. Questo animale ringhiò con odio ed il ragazzo spaventato cercò di difendersi, gli gettò dei mattoni addosso, ma la manticora li scansava e si avvicinò a vista d'occhio, Stefano era a terra, col volto spaventato e nessuno voleva difenderlo, erano impauriti dalla bestia fiera che ringhiava come un leone da quel volto umano.
Stefano si alzò in piedi e mise una mano avanti come per non farlo parlare, ma la fiera lo gettò a terra con una zampata, si avvicinò con passione felina ed arrivando a stare sopra di lui gli bloccò i bicipiti possenti di Stefano, che lui cercò di scalciarla, ma senza risultati. La manticora lo studiò ben bene, aveva fame, e pure il ragazzo aveva fame, solo che aveva anche para della grossa fiera che non aveva mai visto prima.
La manticora iniziò prima a leccargli il suo corpo nudo ed atletico, poi Stefano gli mese le dita nelle narici della bestia per fargli male e farlo scappare ma non fece alro che peggiorare la situazione, al manticora ringhiò, GROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOAAAAAAR
Stefano gli diede un pugno sul muso SPUDH la manticora ringhiò con rabbia  GROOOOOOOOAR.
Il ragazzo si difese il più possibile, ma senza risultati, la bestia arrivò a divorarlo dai muscoli dell'addome, i suoi denti penetrarono nella pancia del giovane muratore AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA urlò
la bestia immonda continuò a divorarlo sbudellando il povero mal capitato, orami Stefano era senza vita. Aveva fatto una morte brutale per un giovane di tante speranze, aveva fascino, intelligenza, forza, umiltà, fierezza, bontà, ma fece al fine di un animale divorato da un predatore.

venerdì 27 giugno 2014

Extraterrestri pestati da due giovani umani

Durante il mese di luglio 2014, due giovani, amici per tutta la vita, stavano passeggiando fianco a fianco, in una via periferica della loro città, era un caldo pomeriggio e in quella via sentirono un suono particolare dall'alto "wwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww" entrambi alzarono la testa e si accorsero che sopra di loro c'era un vero e proprio disco spaziale, un Vimana per l'esattezza. Da quel Vimana scese un raggio luminoso di colore arancione che li catturò portandoli dentro l'astronave.



Erano due extraterrestri con un'aspetto strano, quasi come due tapiri, anzi no, due elefanti antropomorfi incuriositi di questi due giovani terrestri di bell'aspetto. I due extraterrestri li legarono a dei pali, gli strapparono la maglietta di uno e la camicia di un altro e videro che avevano entrambi un addome a tartaruga che nella loro lingua significava colpisci forte, così fecero, iniziarono a colpire agli addominali dei due malcapitati TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD aaaaaaaaaaaaaah aaaaaaaiaaaaaaaaaaaiiaaaaaaah esclamarono di due ragazzi per il dolore, gli extraterrestri adoravano quella durezza simbolo di salute, allora colpirono verso gli addominali alti dei due ragazzi TUHDDD TUHD TUHDD poi scesero più in basso TUHDD TUHDD TUHDD TUHD e si eccitarono parecchio, i due ragazzi avevano addominali duri come pietra e per i due extraterrestri era bello colpire, TUHDDD TUHDDDD TUHDD aaaaaaaaaih auorggggggggggg! tossirono, poi sbavarono, uno dei due ragazzi vomitò saliva, ma i due extraterrestri colpivano sempre più forte, il divertimento di tirare pugni agli addominali duri era come per noi scoppiare le bolle degli imballaggi.
Oramai gli addominali di uno dei due erano diventati pasta frolla, quindi non più da massacrare, allora che fece l'alieno? Uno sbaglio che nessun essere intelligente potesse fare, slegare il ragazzo che era stato pestato, allora questo umano gli strappò quello che sembrava una proboscide evidentemente non lo era, era solo un tubo respiratore, l'extraterrestre senza quel tubo aveva la stessa difficoltà a respirare di quando noi abbiamo nel respirare sott'acqua, l'alieno era stramortito a terra, ed il ragazzo lo colpì a calci e pugni SOK STUDH SOK TUHDD TUHDD SOK SOK l'alieno era rimasto senza vita a terra, allora l'altro extraterrestre fece per catturarlo ma venne bloccato, lui liberò il suo amico, ed entrambi gli esseri umani colpirono ripetutamente l'altro extraterrestre senza strappargli il tubo che gli permetteva di respirare la nostra aria, senza quel tubo, senza quella tuta, erano persone come noi, solo un po' bassine e brutte, allora che fecero di due ragazzi, gli strapparono con tutta foga la tuta spaziale dell'extraterrestre e lo colpirono ripetutamente in testa POK POK POK  aaiiiiiiiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuurg! si lamentò l'alieno, allora lo presero a calci e lo fecero tramortire a terra, il povero alieno rimase accasciato al pavimento del suo Vimana, affianco al suo amico tramortito pure lui.
I due ragazzi registrarono tutto sul loro computer portatile e fecero un sacco di fotografie, per poi portarli a far vedere ad amici e parenti, e fecero affari d'oro, perché portarono il disco spaziale stesso a farlo vedere a tutti, grazie a loro era confermato che non siamo soli nell'universo, e che non tutti gli extraterrestri sono cattivi, ne buoni, ma sono molto più tecnologizzati di noi, questo e vero, ma grazie ai tablet, ai videofonini e ai computer portatili, la nostra tecnologia si era quasi avvicinata alla loro, non che la nostra tecnologia sia aliena, ma che grazie agli arabi che hanno inventato gli algoritmi che siamo arrivati fino a questa tecnologia, tanto da eguagliare, quasi gli extraterrestri, che però sono ancora di molto superiore a noi, non nella forza però.

domenica 15 giugno 2014

Giovane gay aggredito da creatura misteriosa



Sergio è un ragazzo di sedici anni ben messo fisicamente, atletico, dinamico e molto intelligente. Una giornata di calura estiva preferì rifugiarsi in un bosco sotto il fresco degli alberi secolari, in quel folto bosco si stava così bene che si dimenticavano tutti i problemi e le brutte azioni che uno subiva nella vita.
Sergio aveva una buona nominata in paese, abitava in un paese di ventimila abitanti situato in capitanata, tutti sapevano che era buono, tutti sapevano che era dinamico, tutti sapevano che era in gamba e sapevano anche che era un giovane omosessuale, ma questo non importava a nessuno, in una città di ventimila abitati basta che sei bravo e sei ben accetto da tutti, senza badare al fatto che uno sia gay, drogato, povero, ecc.
Sergio non aveva mai avuto problemi con la droga, era un vispo atleta giovanissimo e tutti in paese lo volevano bene. Quella mattina li, desiderò di starsene solo fra gli alberi secolari di un bosco che si trovava da quelle zone, ci andò con al bicicletta, e nessun amico quella volta era disposta a farsi una corsetta in bici con lui, perché erano tutti lavoratori in quella città, lavoravano giovani e vecchi, ed alcuni giovani oltre al lavoro andavano pure a scuola o all'università.
Sergio, una volta entrato nel bosco sentì un rumore wwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww, alzò la testa al cielo e non vide nulla, ma sentì di nuovo quel rumore wwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww si voltò ma non vide nulla, allora perlustrò il bosco pentendosi di non aver portato la macchinetta fotografica, il suono si sentiva a spezzoni, a volte si a volte no wwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww, ma in cielo ed in terra no vide nulla, girando per ogni dove si accorse di una figura umanoide tutta vestita di blu intenso e con una luce bluastra attorno al corpo. Il bel Sergio si incuriosì, tutte le persone intelligenti sono curiose, seguì il ronzio e rivide di nuovo quella luce azzurra, lo seguì ed ecco che da un albero spunta una creatura umanoide con il corpo viscido e con un polpo al posto della testa e tutta di colore blu, il ragazzo si avvicinò, non ebbe paura, e tentò di toccarlo, ma la bestia gli schiaffeggiò la mano SKIAFFFFFFFF Sergio rise di gusto, l'animale aveva appena fatto un gesto comico nell'allontanare la sua mano, per questo Sergio rise, la bestia fece un ruttino facendo vibrare i tentacoli facendo ridere a Sergio, la sua risata era udibile a cento chilometri di distanza, perché aveva dei buoni polmoni dato che non fumava e non si drogava in tutta al sua vita.
L'animale umanoide si avvicinò ed ad un centimetro di distanza dal suo viso fece di nuovo vibrare i suoi tentacoli, e Sergio rise di gusto, ma la sua risata venne bloccata da un pugno dato con quella zampa squamosa e palmata alla zona ombelicale di Sergio, THUDD Sergio non sentì dolore, aveva il ventre compatto mentre rideva del buffo animale. la creatura mitologica si era veramente arrabbiata e gli strappò i vestiti del ragazzo facendolo rimanere a torso nudo. Sergio era spaventato e stupito nello stesso istante, lo guardò intensamente. La creatura blu con la testa da piovra li scalfì all'addome con i suoi pungi squamosi e viscidi TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD Sergio chiese, "cosa cerchi da me?"
Il bestione non rispose, non parlava al sua lingua faceva sempre wwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww.
Sergio fesso non era, cercò di aggredirlo ala testa, il primo pugno lo beccò in pieno POCK!
la bestia sentì dolore, e Sergio sentì al tatto cjhe aveva una testa molle e viscida, allora cercò una seconda volta di aggredirlo e i tentacoli afferrarono il polso del ragazzo, e lo graffiarono, cercò di colpirlo con l'altra mano, ma il bestione afferrò con i tentacoli pure l'altra mano, era paralizzato, e l'animale umanoide lo colpì diverse volte allo stomaco ed ai fianchi TUHDD TUHDD TUHD TUHDD TUHDD THUDD TUHDD TUHD Sergio tossì dal dolore, vomitò saliva, ma il bestione non lo lasciò, continuò ad aggredirlo fisicamente, Sergio gli tirò un calcio in pieno petto della bestia bluastra, era viscida e squamosa allo stesso tempo, si sentiva il viscidume di quel mostro, Sergio non riuscì a liberarsi e subì altri pugni agli addominali alti, fra il petto e lo stomaco TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD.
Gridò, ma nessuno lo sentì, la gente quel giorno era chi al mare chi al lavoro, e lui aveva amici che non potevano aiutarlo in quel momento, lui era il solo e l'unico a non lavorare, il mostro lo riempì di pugni con pieno giusto, sempre ala zona dura dello stomaco, al mostro piaceva il ragazzo, ma nel senso che gli piaceva a toccare quel fisico asciutto e sodo.
TUHDD TUHD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD Il ragazzo gemette a terra, ma si rialzò subito, la bestai era ben contenta di poterlo di nuovo prendere a pugni, era la prima volta che trovò uno tosto, altro che quei giovani ciccioni amanti del kebab. Sergio capì al volo che il mostro lo faceva per puro godimento, lo invitò nuovamente a colpire il suo volto, il mostro lo fece con piacere TUHDDD TUHDD TUHDD TUHDD Sergio resistette un po', ma poi crollò a terra sfinito e dolorante, e la bestia vedendolo a terra a pancia in su, con i suoi addominali ben quadrati verso l'alto, gli salì sopra, aveva piedi palmati e vischiosi, ma a discapito di Sergio che non amava essere fatto quelle cose doveva subire lo stesso, perché era sfinito da quei pugni dati con tanta ferocia da quel mostro umanoide dalle sembianze di una piovra, a dire il vero di piovra aveva solo la testa, il resto del corpo era di un essere umano,con pelle squamosa, viscida e blu, ed aveva un abito lungo e di colore blu con colletto alzato e duna luce bluastra per tutto il corpo.
Sergio rimase a terra, pentito di non aver portato la macchinetta fotografica e del fatto che quel viscidume non poteva conservarselo, a lungo andare potrebbe puzzare, sempre di secrezione animale si tratta, un po' come il sudore umano.

venerdì 13 giugno 2014

Una bestia selvaggia aggredisce un adolescente

Una bella serata estiva, un gruppo di ragazzini di buona famiglia e ben messi fisicamente, stavano passeggiando in un folto bosco per sfuggire alla calura estiva,, siccome stava calando la notte, avevano tutti paura, tranne uno di attraversare il bosco durante la notte.
Il più coraggioso del gruppo si chiamava stefano, era figlio di un ingegnere ricco e potente, ed anche ben visto dalla società. Il ragazzo era ben stimato dal paese in cui viveva, ed aveva molti amici perché era buono ed intelligente, e per le ragazze era pure carino, ma era solo un toy boy, nessuna si innamorava veramente di lui, lo volevano solo per fare sesso sfrenato, e lui era sempre ben contento.

 
 Quella stessa notte, che lui desiderava ardentemente affrontare il bosco da solo, mentre gli amici non volevano perché erano dei piscialetto ed erano troppo vigliacchi per dire a Stefano, vieni fuori o qualcosa del genere.
Stefano aveva sempre con se una tracolla di jeans fatta artigianalmente da un suo amico mistico, e in quella tracolla portava di tutto, pure una torcia a led, solo che quella stessa notte incontrò un bakeneko, una sorta di gatto antropomorfo della mitologia medioevale giapponese.
Siccome il ragazzo leggeva molti manga e guardava molti film di animazione del genere manga ed anime, che dovevano essere sempre giapponesi e lui aveva imparato a parlare benissimo il giapponese, mentre sua madre, che era una professoressa di lingue, gli ha insegnato a parlare inglese, francese, tedesco e cecoslovacco.
Ecco che prendendo la sua torcia a led, intravide questo mostro
Allora esclamò con felicità estrema "ma allora esiste!"
Gli girò attorno per vedere se era uno scherzo, si tolse la maglietta perché sentiva molto caldo, allora, il bakeneko, che era ghiotto di giovani fanciulli e fanciulle, si avvicinò con la bava alla bocca, il ragazzo tentò di accarezzarlo, ma il mostro indietreggiò e si alzò in posizione eretta.
Stefano si stupì della sua muscolatura, la creatura ringhiò come un leone, ma lui non si spaventava affatto, era troppo emozionato da quella figura mitologica e di sapere che esiste realmente, prese il suo I-Phon e cercò di fotografarlo con immagini 3D, facendosi pure un bel selfing, ma il micione gli buttò a terra il telefonino, ed il ragazzo si arrabbiò come una brutta bestia ed iniziò a colpire il mostro con calci e pugni in pieno petto STUUUUUUUUUUUUUP STUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUP
il gattone ringhiò più forte, prù per la rabbia che per il dolore.
Il giovane miliardario lo colpì più sotto del torace, in quella serie di addominali da sei, TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD MIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAOOOOOOOO!
il gattone si infuriò e gli sventò un cazzotto all'addome di Stefano THUDD il ragazzo si piegò in due dal dolore e vi rimase per pochi secondi, appena si rialzò, il gatto antropomorfo gli tirò un gancio allo stomaco del giovane aitante TUHDDD aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaoooooooooooooooooo!
tossì dal dolore ricevuto, ma si rialzò di nuovo in piedi e dato che i suoi pugni non lo scalfivano neanche, prese un ramo da terra e lo usò come mazza, il felino spezzò con una zampata il bastone che Stefano stava usando come mazza, e gli sganciò un altro pugno che entrò nei suoi addominali freschi di un giovane adolescente THUDDDD e poi altri THUDD TUHDD TUHDD TUHDD all'infinito, Stefano tentò di chiamare i carabinieri, la finanza, la polizia, i vigili urbani, ma credette che nessuno poteva credergli, allora cercò di abbattere il bestione da solo, egli era intelligente, ma pure il mostro era molto intelligente ed astuto, era una vera macchina da guerra, ma pure Stefano non era da meno, era tosto Stefano, e pure di buona famiglia, nessuno avrebbe mai fatto del male al fanciullo, non valeva la pena, non era uno di quei giovani viziati e bulli, era ben educato e colto, e come tutte le persone che non hanno problemi, succede sempre che i problemi arrivano tutt'insieme, come in quel momento. Cosa avrebbe raccontato ai carabinieri? Ed ai vigili urbani? Ed alla guardia forestale? Nessuno gli avrebbe creduto, nemmeno i suoi genitori, nemmeno i suoi parenti e neppure i suoi amici, solo l'artigiano di tracolle del suo paese ci avrebbe creduto, ma era fuori città quella notte d'estate.
Stefano non sapeva a chi chiedere aiuto, cercò per l'ennesima volta di difendersi inutilmente, volle dargli un pugno su quel muso felino della fiera antropomorfa di origine giapponese, ma il bakeneko gli afferrò con i suoi artigli il polso e gli diede una scaricata di pugni nei fianchi e nella zona ombelicale, tanto forti da farlo vomitare e farlo tossire e sputare saliva, Stefano sperava che fosse un brutto sogno, ma non era così, il bakeneko è reale come il big foot, lo iety e Nessy.
quella notte stava facendo un'esperienza unica in qualsiasi genere, che poteva scriverlo solo nel suo diario segreto, ma non volle, voleva fare delle foto e farsi dei selfing con il fiero bestione.
Stefano era dolorante e pieno di lividi, non si può sfuggire alla potenza di madre natura, neppure se ti scatena una o più belve contro. L'essere umano, se non fosse per le armi sarebbe la creatura più indifesa.

martedì 10 giugno 2014

Incontro a tre

Luigi e Alfonso

Gianpiero
Una mattina d'estate, tre giovani palestrati si erano incontrati e non c'era nessuno nei paraggi. Siccome erano solo loro tre in una spiaggia libera, decisero di testare al durezza dei loro addominali approfittando che era una zona isolata dal popolino amante della campagna.
A loro tre, la vita nei campi non piaceva affatto, gli piaceva andare al mare e mostrarsi e questo fecero, si mostrarono fra di loro ed avevano sempre tanta voglia di testare una volta per tutte quando erano duri i liro addominali e quando bruciavano i loro cazzotti.
Giampiero era un solitario per passione, mentre Luigi ed Alfonso erano amici fraterni e non desideravano nessun terzo incomodo. Dato che il terzo incomodo era Giampiero, decisero di testare per prima la durezza dei suoi addominali.
STUUUUUUUUUUUUPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPP
il suono sordo del pugno di Luigi che affonda nello stomaco di Giampiero, ma non sentì nulla, allora ci provò Alfonso sempre su di lui TUHDD TUHDD TUHDDD TUHDD THUDDD
l'addome di Giampiero era duro e sodo come una roccia e i polsi di Alfonso e di Luigi si erano stancati, allora decisero di farsi colpire da Giampiero, chi perdeva doveva subire le brutte azioni dal vincente, allora provò a colpire gli addominali di Alfonso STUHDD TUHDD THUDD THUDD THUDD
sentì che erano tosti come acciaio, poi provò la stessa cosa con Luigi THUDD THUDD THUDD THUDD THUDD ma niente, durante un attimo di distrazione, Luigi colpì con un calcio gli addominali di Giampiero mentre lui si era distratto un po' a vedere un elicottero THUDD AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAUUUUUUUUUUUUC gridò Giampiero per il dolore, poi tossì, allora Luigi cantò vittoria molto presto, ma gli altri pungi erano più tosti altrettanto l'addome di Giampiero THUDD TUHDDD THUDD TUHDD che adesso non sentì niente, ma dopo un po', Giampiero gemette per il dolore, allora Luigi insistette THUDD THUDD THUDD THUDD THIUDD AAAAAAAAAAUUUUUUUUUUUUUUUUUUC tossì e poi fece un mega rutto che fece ridere Luigi, una risate innocente, tipo quella di un bambino, ma poi ritornò serio e continuò a colpire sempre all'addome, ma poi l'amico di Luigi disse "basta, ora provo io"
e gli diede altri pugni, al centro fra i pettorali e gli addominali alti TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH si piegò in due, ma pe rpoco non cadde a terra, allora gli diede uun calcio allo stomaco con il collo del piede SPUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUT OOOOOOOOOOOOOOOOUUUUUUUUUUUUUURZ
Giampiero rimase a terra per il dolore, allora Luigi e Alfonso approfittarono a prenderlo a pugni ed a calci, sia perché era godurioso toccare un fisico così atletico sia perché loro erano dei misantropi palestrati, vogliosi solo di loro due e che nessun altro doveva stare in loro compagnia.
Continuarono a pestare Giampiero, ma dopo un po' di scazzottamenti sentirono un rumore di una macchina, pensando che fossero i carabinieri scapparono a gambe levate, tanto Giampiero era ormai dolorante a terra, il fatto è che non era la macchina dei carabinieri, ma di una famiglia di cristiani protestanti che adoravano fare del bene gratuito al prossimo, allora i due coniugi evangelisti, presero il ragazzo da terra e gli offrirono cibo e bevande e lo curarono come un buon evangelista protestante sa fare. Come tutti sanno gli evangelisti sono la migliore religione di tutti i tempi, e i due bulli solitari erano dietro l'angolo a rodersi il culo e per sfogare la loro rabbia si presero a botte fra di loro, sempre negli addominali alti, bassi ed obliqui, la loro rabbia era tale che non sentirono subito dolore, sentirono solo i suoni dei cazzotti che affondavano negli addominali l'uno dell'altro THUDD TUHHDD STUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUP
Continuarono fino a quando uno dei due era a terra, la lotta durò sei ore, e non si accorgettero di niente, si erano fatte le 14:00 e mentre Giampiero era ormai sanato per la cura gratuita di quella famiglia evangelica, adesso era Alfonso a trovarsi a terra dolorante ed agonizzante con la bava alla bocca, mentre Luigi si trovò pieno di lividi e graffi.

sabato 7 giugno 2014

Gut punch per passione


Due amici si incontravano spesso nel boschetto dell'Incoronata per fare i loro match di gut punching. La passione per gli addominali e per il fatto di tirare pugni agli addominali scolpiti come feticismo era veramente un culto, avevano il mito degli addominali da quando erano adolescenti.
Si incontrarono per l'ennesima volta nel boschetto dell'Incoronata in provincia di Foggia e decisero di mettersi a torso nudo per colpire gli addominali l'uno dell'altro. per una volta avevano deciso che uno doveva incassare pugni nel pancino e l'altro doveva tirare pugni a non finire. i due ragazzi, Ivan e Francesco, erano ben allenati e siccome era una calda mattina d'estate, dovevano per forza mettersi a torso nudo e mostrare i lor bellissimi addominali scolpiti. Ivan con gli occhiali decise di farsi massacrare l'addome dal suo amico Francesco che accettò la proposta, Ivan si sentiva pronto per testare la durezza dei suoi addominali di ferro e francesco altrettanto moriva dalla voglia di poter toccare quei meravigliosi addominali.
Ivan si mise in posizione, senza maglietta e con i pantaloni a vita bassa e le mani dietro la nuca, indurì i suoi splendidi addominali e Francesco iniziò TUHDD Ivan sorrise, ma Francesco continuò a colpirlo TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD Ivan tossì e Francesco disse "già tossisci?"
Ivan non rispose, doveva tenersi allenato e Francesco lo sapeva che il suo amico no era di parola mentre incassava, altrimenti l'avrebbe fatto perdere tempo, allora Francesco continuò a colpire agli addominali bassi di Ivan TUHDD TUHDD TUHDD "aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaiuh" sospirò
Francesco continuò incurante di quello che stava succedendo al bell'Ivan, ragazzo con gli occhiali che gli davano un aspetto da nerd.
Poi Ivan decise di voler tirare pure lui qualche pungo, anche Francesco aveva addominali duri come una roccia, quindi belli da scazzottare.
Quindi adesso era il turno di Francesco, a petto nudo ci stava già, allargò le gambe e mise le mani dietro la nuca, ed Ivan colpì senza chiedere niente TUHDDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD all'impazzata sugli addomianli alti di Francesco, che erano belli da demolire, e poi ancora TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD auuoooooooooo, gridò il suo amico "per essere piccolo te la cavi benissimo, continua"
così Ivan insistette a tirare pugni a quegli addominali meravigliosi del suo amico TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TIHDD TIHDD AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAOOOOOOOOOOORG gridò Francesco dal dolore "ora basta, voglio continuare io sui tuoi!"
ivan senza dire uan parola obbedì mettendosi in posa, e Francesco gli diede una bella gomitata alla bocca dello stomaco, proprio quella bella zona fra il centro dei pettorali e gli addominali TUHDD Ivan tossì e fece un bel rutto che fece ridere di gusto Francesco, che poi tornò serio e gli continuò a dargli una scazzottata. TUHDD TIUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD Ivan tossì, e fece un altro bel rutto, ma Francesco tirava pungi come se fosse furioso, come se delle armi psicotoniche lo avessero colpito e che doveva accanirsi contro qualcuno, ed ancora TUHDD TUHDD TUHDD all'addome di Ivan, che esausto non ce la faceva più, cadde a terra e gli implorò che bastava così, ma Francesco gli salì sulla pancia e lo calpestò, somigliava che Ivan avesse offeso ingiustamente l'amico, ma non fu così, colpa delle scie chimiche e delle armi psicotoniche  che avevano colpito Francesco a discapito di Ivan che gemette a terra mentre francesco lo calpestava e gli tirava pugni e calci all'addome, fino a farlo vomitare, Dopo un po' si calmò e gli spiegò che aveva avuto come una sensazione di odio breve nei suoi confronti, allora Ivan scappò da lui dopo aver lucidato i suoi occhiali, ovviamente scappò con al bici, quello aveva, e Francesco senza accorgersi che lo aveva offeso gli andò vicino ma si sentì scacciato, aveva fatto bene, al violenza è sempre una brutta cosa, il gut punching non è violenza, è sport, ed è anche feticismo.