Durante una giornata calda d'estate un gruppo di muratori stava lavorando una pavimentazione alla periferia di Una cittadina della provincia di Foggia.
Stefano, un ragazzo giovane e muscoloso, era stato assunto da poco tempo ed era bravissimo nel suo mestiere dato che aveva ottenuto massima fiducia verso il suo datore di lavoro ed anche dai suoi colleghi più vecchi. Ormai era il delfino del capo e la mascotte del gruppo, tutti lo volevano bene, anche se volevano vederlo più grassoccio, ma lui non voleva, perché lui sapeva che stava benissimo così, con la tartaruga sulla pancia e con i pettorali ben quadrati, aveva dei bicipiti enormi e non si stancava mai di lavorare. Odiava la birra, odiava i drogati, gli alcolizzati e gli zingari, perché considerava queste persone feccia della società, dato che lui era sempre il migliore della classe, promosso con ottimi voti, sempre, ed adesso si trovava in cantiere a lavorare ed a lui non dispiaceva, era un ragazzo umile e molto educato, le donne lo amavano per il suo fisico atletico, ed anche i maschi. Il suo corpo era degno di lode, dato che nessuno si accorgeva che era anche molto intelligente, a parte i professori, ma adesso non era più uno scolaro, era un laureato che faceva il lavoro di muratore. Ormai si era guadagnato la stima di tutti.
Un giorno estivo, faceva un caldo pazzesco e si era tolto al maglia da lavoro mostrando quel bel fisico che aveva. Chi passava di li lo invidiava tantissimo, molti dei suoi ex compagni di classe ed ex colleghi di università lo invidiavano parecchio perché lui era già un ottimo lavoratore e loro erano tutti disoccupati squattrinati del cazzo. quel giorno li, di calda afa estiva, che lui era a lavoro mezzo nudo, si aggirava da quelle vie periferiche una bestia che lui non aveva mai visto, si trattava i una manticora; un animale simile ad un leone, con un volto umano, delle ali sul dorso ed la coda di uno scorpione. Questo animale ringhiò con odio ed il ragazzo spaventato cercò di difendersi, gli gettò dei mattoni addosso, ma la manticora li scansava e si avvicinò a vista d'occhio, Stefano era a terra, col volto spaventato e nessuno voleva difenderlo, erano impauriti dalla bestia fiera che ringhiava come un leone da quel volto umano.
Stefano si alzò in piedi e mise una mano avanti come per non farlo parlare, ma la fiera lo gettò a terra con una zampata, si avvicinò con passione felina ed arrivando a stare sopra di lui gli bloccò i bicipiti possenti di Stefano, che lui cercò di scalciarla, ma senza risultati. La manticora lo studiò ben bene, aveva fame, e pure il ragazzo aveva fame, solo che aveva anche para della grossa fiera che non aveva mai visto prima.
La manticora iniziò prima a leccargli il suo corpo nudo ed atletico, poi Stefano gli mese le dita nelle narici della bestia per fargli male e farlo scappare ma non fece alro che peggiorare la situazione, al manticora ringhiò, GROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOAAAAAAR
Stefano gli diede un pugno sul muso SPUDH la manticora ringhiò con rabbia GROOOOOOOOAR.
Il ragazzo si difese il più possibile, ma senza risultati, la bestia arrivò a divorarlo dai muscoli dell'addome, i suoi denti penetrarono nella pancia del giovane muratore AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA urlò
la bestia immonda continuò a divorarlo sbudellando il povero mal capitato, orami Stefano era senza vita. Aveva fatto una morte brutale per un giovane di tante speranze, aveva fascino, intelligenza, forza, umiltà, fierezza, bontà, ma fece al fine di un animale divorato da un predatore.














