giovedì 18 dicembre 2014

Lotta in un bosco


Era una calda mattinata d'estate, e due ragazzi che si conoscevano appena stavano in un bosco assieme. Entrambi erano bellocci, e si trovavano li per una sfida di forza e resistenza. erano entrambi appassionati di gut punch e dato che su internet non se ne trovano molti appassionati seri di questa disciplina, decisero di sfidarsi sino all'ultimo respiro. Nel bosco non ci passava nessuno grazie agli animalisti che ne avevano vietato la caccia. Dato che faceva caldo, decisero entrambi di spogliarsi, si ammirarono a lungo e pensarono che era la volta decisiva per il gut punch. Valerio, il ragazzo raffigurato sotto seduto su una sedia rossa, non perse occasione a tirare un pugno diretto allo stomaco di Carlo, il ragazzo raffigurato sopra TUHD
haiiiiiiiii, gridò Carlo, e di conseguenza cercò di tirare pure lui un pugno nello stomaco di Valerio che lo parò. 
Valerio gli diede un bel montante alla zona vicino l'ombelico di Carlo THUDD e poi altri due pugni diretti alla bocca dello stomaco del ragazzo raffigurato sopra TUHD TUHDD r poi altri TUHDD TUDHHT TUHDD da mancargli il respiro, aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhh
tossisce, Carlo si raddrizzò in piedi e diede anche lui una dozzina di pugni all'addome di Valerio 
THUD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah gridò Valerio
"Fa male?" chiese Carlo ridacchiando "visto che si prova a tirare pugni così forti?"
Valerio gli diede un pugno alla zona inguinale di Carlo, facendolo piegare in due THUDDD
aaaaaaaaaaaaaaaaahhhhh
Carlo rimase piegato per molto tempo, e Valerio lo alzò per capelli facendolo piegare in due nel lato opposto, scoprendo così l'addome scoperto, ed in bella mostra, e gli diede uno schiaffo al ventre SPOKKK
e poi un alto SPOKK  e dei pugni agli addominali alti TUHDD TUHDD TUHDD TUHDDD
Carlo rimase in piedi, sentì il dolore atroce che gli bruciava gli addominali e fece per colpirlo di nuovo, questa volta Carlo a Valerio, gli diede una scarica di pugni nel ventre e Valerio si sentì bloccare il respiro, non volle più saperne di questo incontro, ma Carlo ci aveva preso gusto.
TUHHDDDD 
TUHDDD
TUHDDDD 
TUHDDDDDD
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAURGH
Carlo diede altri pugni agli addominali scolpiti di Valerio, prendendoci gusto TUHDD TUHDD
Valerio stava piegato in due respirando a fatica, sputava saliva, ma Carlo ormai gli aveva preso il gusto di farlo, perché avevano entrambi addominali sodi, adatti ad essere presi a pugni, Valerio si alzò e diede un calcio in pieno stomaco a Carlo, facendo piegare in due Carlo questa volta.
Carlo si rialzò velocemente, e diede un gancio diretto ai sei quadratini degli addominali di Valerio, TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD 
Valerio non ne poteva più, ma i suoi addominali erano ancora belli duri, quindi diede un montante alla pancia muscolosa del suo avversario, che ormai non aveva più il ventre duro, si era ridotto a pasta frolla, e i dolori dei pugni bruciavano all'impazzata, Valerio aveva avuto al vittoria su Carlo, ma continuò, perché ci aveva preso gusto, e non aveva niente contro di Carlo, si conoscevano appena, e solo che dare pugni agli addominali magri e scolpito è cosa bellissima, continuò anche se Carlo gli implorava di smetterla TUHDD TUHDD TUHDD SLOSC SPLOSC SPLOSC, ormai gli addominali di Carlo non ce la facevano più, si accascia a terra ma Valerio gli passa sopra con le scarpe e saltella sui suoi addominali, e vince questa gara.

venerdì 24 ottobre 2014

Lo strano caso del ragazzo sventrato in un bosco

Era una calda serata d'estate e i giovani palestrati o ben messi fisicamente andavano in giro a torso nudo perché così facendo lodavano degli dei, o meglio quelli che loro definivano angeli scesi dal cielo per governare la Terra.
In quelle zone c'era un bosco abbastanza folto, dove si pensava che di li abitassero creature elementali che conoscevano alla perfezione tutti i segreti della natura. Era usanza fra i giovani, andare di sera a torso nudo o in mutande in quel bosco, perché potessero essere accarezzati dalla natura, che loro tanto idolatravano. I ragazzi grassottelli erano mal visti dalla società, perché si sa che i grassi sono soggetti a molte malattie come: ictus, diabete, trigliceridi alti, pressione alta, ecc.
Questa è la storia di un ragazzo che riuscendo a dimagrire di colpo grazie a degli estratti di erba che aveva raccolto nel bosco quando pesava 200 chili, voleva ringraziare gli angeli decaduti per il miracolo di aver ottenuto un fisico tonico e muscoloso. Era orgoglioso dei suoi addominali scolpiti e de suoi pettorali ben messi, ed anche per tutto il resto. Era diventato un ragazzo perfetto, muscoloso, ventre piatto e scolpito, abbronzato, sorridente, altruista, benevolo e molto intelligente per la sua età.
Quella sera era li nel bosco, da solo, i suoi coetanei non volevano andare, avevano paura in quel momento, anche se di solito tutti andavano nel bosco magico di sera a torso nudo a ringraziare gli angeli decaduti. Si sa, magrezza è salute. Il ragazzo mentre passeggiava da solo a torso nudo, decidette di andare scalzo, si tolse le scarpe e le calze, poi si tolse i pantaloni e rimase in mutande. Mentre camminava in mutande si accorse che c'erano dei suoni, come degli spostamenti d'aria, c'era come se qualcuno lo avesse seguito.
<Ma chi può essere> si domandò il ragazzo, poi si stese a pancia in giù, era usanza nella sua setta di far toccare alla natura la loro muscolatura. rimase li per ore, ma un vento gelido gli sfiorò la schiena <chi cazzo è?> si chiese di nuovo, si alzò e si guardò attorno, vide come se nel bosco ci fosse una presenza umanoide. Dato che era usanza credere agli elementali, agli dei caduti dal cielo per governare il mondo, decise di andare vicino e poterlo adorare, ma si accorse che la creatura era tutt'altro che benigna, si accorse di avere davanti a lui un essere non umano, ma che lo somigliava, aveva il corpo di una persona gracile, vestita con una felpa nera ed un cappuccio in testa. Il ragazzo pensò che fosse un ladro che gli aveva rubato i vestiti, ma gli abiti della creatura erano invernali, e in quel periodi faceva un caldo tepore, un piacevole caldo che dava sollievo a tutti i giovani muscolosi che non vedevano l'ora di mostrare.
Si accorse che la creatura aveva una maschera blu con un liquido nero che gli usciva dai buchi per vedere della maschera. Istintivamente gli tolse la maschera, ma poi si accorse del doppio errore, il primo era che non doveva mai togliere la maschera a quella creatura, il secondo errore è che quella creatura era l'eyeless Jack, una creatura umanoide senza occhi e dalle sembianze umanoidi. Così l'eyeless Jack cercò di aggredire il ragazzo, ma lui tentò di scappare, poi si voltò, pensò che con quei muscoli avesse sotterrato la creatura, ma si sbagliò. Facendosi coraggio diede un calcio negli zebedei del mostro, che non sentì alcun dolore, egli si avvicinò al giovane malcapitato, e diede un pugno allo stomaco di lui, per fortuna il ragazzo aveva indurito l'addome, ma il mostro gli diede una scarica di pugni fra l'ombelico, lo sterno e lo stomaco, poi diede qualche pugno ai suoi pettorali, sembrò divertirsi ad usarlo come sacco da boxe, ma il giovane si sapeva difendere molto bene, e iniziò pure lui a dargli pugni allo stomaco muscoloso del mostro, che non sentì nulla, il ragazzo però aveva le nocche sanguinanti, e cercando di prendere a calci il mostro si fece male lui, aveva i piedi gonfi dal dolore, ma insistette, prese un ramo da terra, questo ramo era marcio, ma appena sfiorò il mostro umanoide ritornò come appena germogliato, il ragazzo era stupito dei poteri magici della creatura umanoide, allora si inginocchiò a lui abbracciandogli le gambe, ma l'eyeless Jack lo respinse con una spinta sulla spalla, facendolo indietreggiare e si vedevano bene gli addominali scolpiti del giovane inerme umano.
Lui si alzò in piedi, capì che era cattivo, capì che era troppo forte per lui, non poteva fotografarlo, aveva il cellulare nei pantaloni che li aveva tolti, l'eyeless Jack fece uscire i suoi artigli retrattili dalle estremità delle dita, e cominciò a graffiarlo, l'addome ed i pettorali del ragazzo erano insanguinati, con ferite profonde, che usciva del sangue e del pus, poi il mostro lo prese a pugni e a calci al ventre, il ragazzo si girò dolorante, e arrivarono pugni anche dietro la schiena, l'eyeless Jack aveva ormai la vittoria in pugno, la sua vittima non poteva gridare, anche se urlava nessuno lo sentiva, era rimasto afono, e la creature lo torturò per tutti i suoi muscoli del malcapitato, di quel ragazzo non rimase niente, solo carni putrefatte ed ossa.
L'eyeless Jack ritornò da dove era venuto, da sotto terra, come se il suo corpo divenne puro spirito.

domenica 31 agosto 2014

Scontro fra nerd


Due ragazzi nerd, Andrea li in alto e Luigi con le bretelle, avevano l'amicizia su Facebook ed entrambi erano appassionati di gut punch fra maschi pur amando sessualmente le donne.
Si diedero appuntamento in un casolare abbandonato ed era estate, in quel casolare non ci andava mai nessuno, faceva molto caldo quel pomeriggio di luglio, Andrea e Luigi decisero di mettersi a torso nudo e sfidarsi.
Iniziò Luigi con un bel destro alla bocca dello stomaco di Andrea, che non sentì  dolore, si sentì solo un rumore sordo che faceva eco, Andrea prese il suo turno, e per non fargli troppo male gli tirò un pungo all'altezza dell'ombelico, e Luigi ridacchio come se volesse dire tutto qui quello che sai fare?
Andrea sentendosi mancare di rispetto passò alle maniere forti, gli tirò un bel pugno fra l'addome ed il centro dei pettorali di Luigi, il ragazzo con le bretelle. Luigi si sentì mancare il fiato e stava piegato in due, ma voleva prendersi al rivincita, da buon nerd era molto orgoglioso di se, tirò una ventina di pugni allo stomaco di Andrea, ma senza risultati, Andrea non sentiva dolore, era molto resistente, quindi Andrea diede altri pugni agli addominali di Luigi, che a poco riusciva a trattenere il dolore di come erano forti quei pugni, Andrea vedeva che Luigi aveva l'addome contratto, non era affatto moscio, quindi si eccitava da morire a dargli un'altra scarica di pugni a quell'addome di Luigi, che mentre si guardavano negli occhi, Andrea capì che Luigi stette per tossire, fece una breve tosse a labbra serrate, non voleva dar vedere la sua sofferenza, Andrea sorrise, come per dire, bravo il ragazzo, trattiene il dolore.
Luigi cercò di mollare un bel pugno all'altezza dell'inguine di Andrea, che sentì come un senso di durezza piacevole, allora continuò, e vide che Andrea ci stava a farsi scaricare di pugni il suo bell'addome tosto.
Luigi aveva una buona resistenza, ed anche Andrea, solo che Andrea, all'apparenza era più forte, Luigi prese a pugni l'addome piatto e scolpito di Andrea, che senza farlo a posta aveva preso un punto vitale, facendolo piegare in due, quasi vomitava, allora si arrabbiò, era troppo orgoglioso per farsi battere, quindi diede un forte pugno al'altezza dello stomaco di Luigi che vomitò tutto quello che aveva mangiato a pranzo, e si fermò soddisfatto e felice di vedere il suo sfidante a terra tramortito, però non lo lasciò a terra, lo prese in braccio e rivestendolo uscirono fuori entrambi, Andrea accompagnò con la macchina Luigi a casa sua, si salutarono, ma Luigi non disse niente ai suoi genitori dell'accaduto, il segreto del gut punch non si dice a nessuno.

lunedì 18 agosto 2014

Gut Punch da spiaggia


Due amici, Marco e Vincenzo, si erano dati l'appuntamento in una spiaggia libera. Marco, foto sopra e Vincenzo foto sotto.
I due erano desiderosi di sfidarsi ad un gut punch come si deve dopo molti esercizi in palestra.
Appena arrivati in quella spiaggia libera frequentata solo da gabbiani, sterne, granchi e paguri, si spogliarono rimanendo solo con gli slip, si osservarono a lungo e volevano solo lottare, si ammiravano parecchio, volevano lottare solo per confrontarsi su chi aveva il ventre più duro, i loro muscoli erano al naturale, non prendevano niente per gonfiarsi.
Mentre Vincenzo si distrasse un attimo, aveva il ventre molle in quel momento, stava immaginando qualcosa mentre gli arriva un pugno in pieno stomaco dall'amico THUDD
Ajha! Esclamò, poi indurì il suo ventre e disse "colpisci ora"
Marco "con Piacere" e gli arrivò una scarica di pugni ai quattro quadratini e sotto l'ombelico, era resistente adesso, ma adesso toccava il turno a Vincenzo di colpire Marco, si mise in posa, Marco mise le braccia dietro la schiena per farsi colpire meglio, THUD THUD THUD THUD THUD THTUD HUDììR
una scarica di pugni al basso addome, e poi THUD TUHD TUHD TUHD TUHD TUHD TUHD TUHD TIHD a quei sei pacchi che aveva, Marco aveva una smorfia di dolore, ma poteva pure essere il riflesso del Sole sugli occhi, Vincenzo si accorse che stava cedendo, sbavava, e siccome si volevano tanto bene, smise e gli comandò di dare pure lui qualche pugno, così Marco si riprese e gli arrivò un pungo dritto alla bocca dello stomaco THUHDD non avvertì dolore, si sentiva al sicuro, aveva dei muscoli d'acciaio, e sorrideva quasi di scherno mentre Marco gli tirava i pugni agli addominali.
TUHD THUHD TUHD TUHD TUHD TUHD TUHD per sempre e per molte ore, ma gli addominali di Vincenzo erano inaffondabili, allora Vincenzo si piegò per finta per far credere all'amico che i suoi pugni facevano male, e subito Marco ci cascò, si fermò, mentre lo voleva aiutare ad alzarsi gli arrivò un bel calcio di netto nel ventre da farlo piegare, e mentre si drizzò gli arrivarono altri pugni al ventre fino a farlo cadere a terra sfinito, e non finiva qui, appena Marco era a terra, Vincenzo salì a piedi nudi sul suo ventre piatto e sodo, e rimase fino allo sfinimento del suo amico.
Alla fine lo alzò dalla sabbia, anche perché iniziava a scottare, e per farsi perdonare andarono tutti e due a farsi un bel bagno e cercare di fare di meglio, andando a trovare una donna per entrambi.
FINE del racconto.

domenica 20 luglio 2014

vendetta in una casa di cura


Questa è la storia di una casa di cura dove i malati mentali affetti da autismo venivano maltrattati giornalmente dai dipendenti e dal coordinatore, una testa di cazzo che non sto a dirvi il nome.
Un giovane dipendente, Giacomo, qui rappresentato con il berretto in testa e gli occhiali da Sole, maltrattava chiunque, era un vero infame e non aveva affatto pazienza con i pazienti. Non voleva confermare al sua inferiorità mentale verso i suoi coetanei affetti d'autismo, un po' si rodeva il culo nell'essere consapevole che i ragazzi autistici hanno un'intelligenza superiore ed un modo di pensare più puro ed ingenuo delle persone normali.
Giornalmente, Giacomo, picchiava soprattutto il fratello malato di un suo carissimo amico di nome Tommaso, qui nella foto con i bermuda a fiori.
Tommaso stravedeva per suo fratello e tornava sempre a fargli visita di nascosto quando finiva di lavorare in fabbrica. Aveva un fisico asciutto e muscoloso a furia di lavorare e di mangiare poco.
Un pomeriggio, Tommaso andò a trovare il fratello malato nella casa di cura dove era ricoverato a vita, doveva essere un incontro a sorpresa, anche perché non ha fatto in tempo ad avvisare l'assistente personale di suo fratello non che migliore amico di Tommaso.
Quel pomeriggio si trovò una brutta sorpresa davanti agli occhi, vide quello che non si sarebbe mai aspettato di vedere, Giacomo che picchiava brutalmente l'assistito, Tommaso si infuriò nel vedere suo fratello maltrattato così brutalmente da quello che fino ad un attimo fa era il suo migliore amico.
Tommaso gridò: "basta! Che fai a mio fratello
Giacomo fece lo sguardo da fesso e finse di accarezzare il fratello autistico del suo finto amico
"ti piaceva fottermi i soldi per il mantenimento di mio fratello" Disse infuriato Tommaso,
Giacomo rispose "tuo fratello mi fa infuriare tutti i giorni e tutte le notti"
"E che ti fa?" chiese Tommaso sempre infuriato
Giacomo non seppe cosa rispondere, e gli arrivò un calcio nei testicoli SPATTTT aaaaaaaauauuuuuur!
Si piegò a terra dolorante, Tommaso disse " alzati idiota, ti credevo il migliore offerente per mio fratello, invece scopro che sei un bastardo"
Giacomo si alzò, e mentre stava per tirare uno schiaffo al suo assistito, Tommaso gli bloccò il polso e gli tirò diverso pugni all'addome THUDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD aiaiaaiiaaaiiaiaiiaiaiaiaiai
"ti piace prendertela con chi non può difendersi" disse Tommaso
Giacomo, prese altro pugni all'altezza superiore dello stomaco TUHHD TUHDD TUHDD TUHDD TUHD
e poi ancora TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD auuuuuuuuuuuuuuuuuuuurc! Giacomo tossì e sputò saliva, il coordinatore vide l'accaduto e stava per denunciare il fatto alla polizia, ma non ci riuscì, perché Tommaso gli lanciò uno sgabello in testa al fottuto menefreghista amante dei soldi e della ricchezza il coordinatore della casa di cura, SPOK Il coordinatore cadde a terra svenuto, dove i malati avevano evacuato le loro feci, ogni malato mentale era costretto a defecare sul pavimento perché tutte le volte che avevano da evacuare trovavano sempre i bagni occupati, e non potevano resistere.
Giacomo e Tommaso ripresero la loro lotta intestino duro, adesso era Giacomo che iniziò a scazzottare l'addome di Tommaso TUHDD TUUHDD TUHDD TUHDD TUDDH TUHDD
Tommaso aveva gli addominali talmente duri da non avvertire neppure il tocco dei pugni di Giacomo, che continuò ad accanirsi anche sui pettorali di Tommaso, TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD ma niente, neppure il solletico gli faceva.
Tommaso gli diede un calcio alla zona dei quattro quadratini addominali che aveva nella zona superiore di Giacomo TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD aaaaaaaaaaaaaaaaaauuuuuuuuuuuuurg, spraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaak, vomitò a terra tutto quelle schifezze che davano alla mensa della casa di cura, si accasciò a terra, dolorante, ma Tommaso era ancora furioso, nessuno doveva attaccare il fratello, nessuno si doveva permettere di trattare in quel modo l'unico componente della famiglia sua rimasto in vita, entrambi genitori erano morti suicidi perché non arrivavano a fine mese ed erano depressi, i nonni non li avevano neppure conosciuti, perché morti di vecchiaia prima ancora che i due fratelli nascessero, e l'unico zio che avevano, che non era neanche sposato, era morto di cancro ai polmoni. L'unico componente della famiglia era suo fratello, che era affetto da autismo, ed era molto intelligente sul campo della matematica e delle scienze teoriche, però, come tutti gli autistici non sapeva vestirsi da solo, non poteva viaggiare altrimenti si perdeva, non sapeva neppure lavarsi da solo.
Tommaso voleva troppo bene a suo fratello, infondo era lui che portava i conti delle bollette che lui pagava e dei mutui.
Giacomo era un infame, soprattutto perché non si doveva permettere di trattare in quel modo il fratello del suo migliore amico, ed ebbe la lezione che si meritava, gli venne dato il colpo finale in pieno petto che lo fece boccheggiare sul pavimento, e poi se ne andò a casa sua portandosi con se suo fratello. nessuna delle assistenti si doveva permettere di ostacolarli, altrimenti avrebbe dato delle puttane a tutte le dipendenti, per colpa di uno solo che ha maltrattato suo fratello.

venerdì 4 luglio 2014

Gut punch fra amici in piscina

Un bel giorno di calda estate, due amici, Francesco ed Alessandro, si trovavano in una piscina famosissima nel loro paese dove li passavano il resto della giornata quando faceva caldo. Quasi sempre quella piscina era affollata di giovani, soprattutto giovanissimi, a volte anche bambini.
Francesco, quello con il braccio piegato e due dita alzate ed Alessandro, con i, costume a fiori e stelle marine erano li per il classico relax e non si accorsero che le ore passavano in fretta stando assieme, vedendo che tutti stavano andando via, decisero di farsi la doccia assieme negli spogliatoi senza accorgersi che la piscina aveva già chiuso dimenticandosi di loro. Appena si accorsero che loro due erano stati chiusi dentro, decisero di approfittare a sfidarsi su chi dei due aveva gli addominali più duri, amavano questo gioco, Alessandro decise di cominciare, entrambi si sentirono pronti per la sfida, poi gli bastava solo scavalcare il cancello ed il gioco era fatto. 
Alessandro diede un pungo agli addominali di Francesco, la parte bassa dell'ombelico TUHDD
Francesco rispose tirandogli un pungo allo stomaco di Alessandro TUHDD gli addominali di Alessandro erano resistentissimi, allora Francesco decise di dargli altri pugni all'addome del suo amico THUDD TUHD TUHDD TUHDD parte bassa ed alta, Alessandro aveva un corpo tonico ed era difficile per lui sentire dolore, allora Francesco insistette, e diede pugni più forte che poteva THUDD THUDD THUDD quegli addominali erano ancora più resistenti, ed era molto eccitante dover tirare pugni ad un corpo duro e massiccio. Alessandro ebbe i primi sintomi di cedimento e per Francesco era una vittoria prima del previsto, si accorse che il suo amico aveva la schiena piegata in due, ma aveva una smorfia di dolore che a poco resisteva, quindi Francesco si accanì come se fosse un vero e proprio sacco da boxe, Alessandro tossì, poi iniziò a vomitare saliva, e Francesco diede due pugni al plesso solare dell'amico, che Alessandro rispose dandogli pure lui due pugni allo stomaco di Francesco THUDD TUHDD Francesco si accascia a terra, e Alessandro si raddrizzò, e mentre stava per mettersi la maglietta, gli arrivò un calcio fra i pettorali e gli addominali, dove si trova quello spazietto molto sexy, SPHUPPPPPPPPP e lo fece scivolare a terra, e rimase pe ralcuni minuti, dato che francesco si accaniva a fargli il trampling sullo stomaco dell'amico, che lo vide sputare saliva, sbavava come un indemoniato, poi lo aiutò ad alzarsi e lo perdonò.
Solo che Alessandro era molto vendicativo per natura e cercò di ficcargli un dito nell'ombelico, ma arrivò subito un altro pungo ai fianchi TUHDD e lo fece piegare di nuovo. Entrambi i ragazzi avevano l'addome addolorato d il pene gonfio di sperma, che non voleva uscire, allora Alessandro ricevette un altro bel pugno agli addominali alti THUDDD SPROOOOOOOOOOOOOOOOOOOCH sborrò all'accidente bagnandoli i pantaloni nuovi, Alessandro gli diede un pugno pure lui e lo fece sborrare allegramente. entrambi avevano il cazzo in erezione e bagnato di sperma, anche se avevano gli addominali addolorati per i pugni ricevuti, i due si rivestirono ed uscirono scavalcando i cancello, si rimisero in macchina ben puliti ed ordinati, nessuno doveva sapere della loro passione segreta.

domenica 29 giugno 2014

Muratore aggredito da animale misterioso


Durante una giornata calda d'estate un gruppo di muratori stava lavorando una pavimentazione alla periferia di Una cittadina della provincia di Foggia.
Stefano, un ragazzo giovane e muscoloso, era stato assunto da poco tempo ed era bravissimo nel suo mestiere dato che aveva ottenuto massima fiducia verso il suo datore di lavoro ed anche dai suoi colleghi più vecchi. Ormai era il delfino del capo e la mascotte del gruppo, tutti lo volevano bene, anche se volevano vederlo più grassoccio, ma lui non voleva, perché lui sapeva che stava benissimo così, con la tartaruga sulla pancia e con i pettorali ben quadrati, aveva dei bicipiti enormi e non si stancava mai di lavorare. Odiava la birra, odiava i drogati, gli alcolizzati e gli zingari, perché considerava queste persone feccia della società, dato che lui era sempre il migliore della classe, promosso con ottimi voti, sempre, ed adesso si trovava in cantiere a lavorare ed a lui non dispiaceva, era un ragazzo umile e molto educato, le donne lo amavano per il suo fisico atletico, ed anche i maschi. Il suo corpo era degno di lode, dato che nessuno si accorgeva che era anche molto intelligente, a parte i professori, ma adesso non era più uno scolaro, era un laureato che faceva il lavoro di muratore. Ormai si era guadagnato la stima di tutti. 
Un giorno estivo, faceva un caldo pazzesco e si era tolto al maglia da lavoro mostrando quel bel fisico che aveva. Chi passava di li lo invidiava tantissimo, molti dei suoi ex compagni di classe ed ex colleghi di università lo invidiavano parecchio perché lui era già un ottimo lavoratore e loro erano tutti disoccupati squattrinati del cazzo. quel giorno li, di calda afa estiva, che lui era a lavoro mezzo nudo, si aggirava da quelle vie periferiche una bestia che lui non aveva mai visto, si trattava i una manticora; un animale simile ad un leone, con un volto umano, delle ali sul dorso ed la coda di uno scorpione. Questo animale ringhiò con odio ed il ragazzo spaventato cercò di difendersi, gli gettò dei mattoni addosso, ma la manticora li scansava e si avvicinò a vista d'occhio, Stefano era a terra, col volto spaventato e nessuno voleva difenderlo, erano impauriti dalla bestia fiera che ringhiava come un leone da quel volto umano.
Stefano si alzò in piedi e mise una mano avanti come per non farlo parlare, ma la fiera lo gettò a terra con una zampata, si avvicinò con passione felina ed arrivando a stare sopra di lui gli bloccò i bicipiti possenti di Stefano, che lui cercò di scalciarla, ma senza risultati. La manticora lo studiò ben bene, aveva fame, e pure il ragazzo aveva fame, solo che aveva anche para della grossa fiera che non aveva mai visto prima.
La manticora iniziò prima a leccargli il suo corpo nudo ed atletico, poi Stefano gli mese le dita nelle narici della bestia per fargli male e farlo scappare ma non fece alro che peggiorare la situazione, al manticora ringhiò, GROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOAAAAAAR
Stefano gli diede un pugno sul muso SPUDH la manticora ringhiò con rabbia  GROOOOOOOOAR.
Il ragazzo si difese il più possibile, ma senza risultati, la bestia arrivò a divorarlo dai muscoli dell'addome, i suoi denti penetrarono nella pancia del giovane muratore AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA urlò
la bestia immonda continuò a divorarlo sbudellando il povero mal capitato, orami Stefano era senza vita. Aveva fatto una morte brutale per un giovane di tante speranze, aveva fascino, intelligenza, forza, umiltà, fierezza, bontà, ma fece al fine di un animale divorato da un predatore.

venerdì 27 giugno 2014

Extraterrestri pestati da due giovani umani

Durante il mese di luglio 2014, due giovani, amici per tutta la vita, stavano passeggiando fianco a fianco, in una via periferica della loro città, era un caldo pomeriggio e in quella via sentirono un suono particolare dall'alto "wwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww" entrambi alzarono la testa e si accorsero che sopra di loro c'era un vero e proprio disco spaziale, un Vimana per l'esattezza. Da quel Vimana scese un raggio luminoso di colore arancione che li catturò portandoli dentro l'astronave.



Erano due extraterrestri con un'aspetto strano, quasi come due tapiri, anzi no, due elefanti antropomorfi incuriositi di questi due giovani terrestri di bell'aspetto. I due extraterrestri li legarono a dei pali, gli strapparono la maglietta di uno e la camicia di un altro e videro che avevano entrambi un addome a tartaruga che nella loro lingua significava colpisci forte, così fecero, iniziarono a colpire agli addominali dei due malcapitati TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD aaaaaaaaaaaaaah aaaaaaaiaaaaaaaaaaaiiaaaaaaah esclamarono di due ragazzi per il dolore, gli extraterrestri adoravano quella durezza simbolo di salute, allora colpirono verso gli addominali alti dei due ragazzi TUHDDD TUHD TUHDD poi scesero più in basso TUHDD TUHDD TUHDD TUHD e si eccitarono parecchio, i due ragazzi avevano addominali duri come pietra e per i due extraterrestri era bello colpire, TUHDDD TUHDDDD TUHDD aaaaaaaaaih auorggggggggggg! tossirono, poi sbavarono, uno dei due ragazzi vomitò saliva, ma i due extraterrestri colpivano sempre più forte, il divertimento di tirare pugni agli addominali duri era come per noi scoppiare le bolle degli imballaggi.
Oramai gli addominali di uno dei due erano diventati pasta frolla, quindi non più da massacrare, allora che fece l'alieno? Uno sbaglio che nessun essere intelligente potesse fare, slegare il ragazzo che era stato pestato, allora questo umano gli strappò quello che sembrava una proboscide evidentemente non lo era, era solo un tubo respiratore, l'extraterrestre senza quel tubo aveva la stessa difficoltà a respirare di quando noi abbiamo nel respirare sott'acqua, l'alieno era stramortito a terra, ed il ragazzo lo colpì a calci e pugni SOK STUDH SOK TUHDD TUHDD SOK SOK l'alieno era rimasto senza vita a terra, allora l'altro extraterrestre fece per catturarlo ma venne bloccato, lui liberò il suo amico, ed entrambi gli esseri umani colpirono ripetutamente l'altro extraterrestre senza strappargli il tubo che gli permetteva di respirare la nostra aria, senza quel tubo, senza quella tuta, erano persone come noi, solo un po' bassine e brutte, allora che fecero di due ragazzi, gli strapparono con tutta foga la tuta spaziale dell'extraterrestre e lo colpirono ripetutamente in testa POK POK POK  aaiiiiiiiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuurg! si lamentò l'alieno, allora lo presero a calci e lo fecero tramortire a terra, il povero alieno rimase accasciato al pavimento del suo Vimana, affianco al suo amico tramortito pure lui.
I due ragazzi registrarono tutto sul loro computer portatile e fecero un sacco di fotografie, per poi portarli a far vedere ad amici e parenti, e fecero affari d'oro, perché portarono il disco spaziale stesso a farlo vedere a tutti, grazie a loro era confermato che non siamo soli nell'universo, e che non tutti gli extraterrestri sono cattivi, ne buoni, ma sono molto più tecnologizzati di noi, questo e vero, ma grazie ai tablet, ai videofonini e ai computer portatili, la nostra tecnologia si era quasi avvicinata alla loro, non che la nostra tecnologia sia aliena, ma che grazie agli arabi che hanno inventato gli algoritmi che siamo arrivati fino a questa tecnologia, tanto da eguagliare, quasi gli extraterrestri, che però sono ancora di molto superiore a noi, non nella forza però.

domenica 15 giugno 2014

Giovane gay aggredito da creatura misteriosa



Sergio è un ragazzo di sedici anni ben messo fisicamente, atletico, dinamico e molto intelligente. Una giornata di calura estiva preferì rifugiarsi in un bosco sotto il fresco degli alberi secolari, in quel folto bosco si stava così bene che si dimenticavano tutti i problemi e le brutte azioni che uno subiva nella vita.
Sergio aveva una buona nominata in paese, abitava in un paese di ventimila abitanti situato in capitanata, tutti sapevano che era buono, tutti sapevano che era dinamico, tutti sapevano che era in gamba e sapevano anche che era un giovane omosessuale, ma questo non importava a nessuno, in una città di ventimila abitati basta che sei bravo e sei ben accetto da tutti, senza badare al fatto che uno sia gay, drogato, povero, ecc.
Sergio non aveva mai avuto problemi con la droga, era un vispo atleta giovanissimo e tutti in paese lo volevano bene. Quella mattina li, desiderò di starsene solo fra gli alberi secolari di un bosco che si trovava da quelle zone, ci andò con al bicicletta, e nessun amico quella volta era disposta a farsi una corsetta in bici con lui, perché erano tutti lavoratori in quella città, lavoravano giovani e vecchi, ed alcuni giovani oltre al lavoro andavano pure a scuola o all'università.
Sergio, una volta entrato nel bosco sentì un rumore wwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww, alzò la testa al cielo e non vide nulla, ma sentì di nuovo quel rumore wwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww si voltò ma non vide nulla, allora perlustrò il bosco pentendosi di non aver portato la macchinetta fotografica, il suono si sentiva a spezzoni, a volte si a volte no wwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww, ma in cielo ed in terra no vide nulla, girando per ogni dove si accorse di una figura umanoide tutta vestita di blu intenso e con una luce bluastra attorno al corpo. Il bel Sergio si incuriosì, tutte le persone intelligenti sono curiose, seguì il ronzio e rivide di nuovo quella luce azzurra, lo seguì ed ecco che da un albero spunta una creatura umanoide con il corpo viscido e con un polpo al posto della testa e tutta di colore blu, il ragazzo si avvicinò, non ebbe paura, e tentò di toccarlo, ma la bestia gli schiaffeggiò la mano SKIAFFFFFFFF Sergio rise di gusto, l'animale aveva appena fatto un gesto comico nell'allontanare la sua mano, per questo Sergio rise, la bestia fece un ruttino facendo vibrare i tentacoli facendo ridere a Sergio, la sua risata era udibile a cento chilometri di distanza, perché aveva dei buoni polmoni dato che non fumava e non si drogava in tutta al sua vita.
L'animale umanoide si avvicinò ed ad un centimetro di distanza dal suo viso fece di nuovo vibrare i suoi tentacoli, e Sergio rise di gusto, ma la sua risata venne bloccata da un pugno dato con quella zampa squamosa e palmata alla zona ombelicale di Sergio, THUDD Sergio non sentì dolore, aveva il ventre compatto mentre rideva del buffo animale. la creatura mitologica si era veramente arrabbiata e gli strappò i vestiti del ragazzo facendolo rimanere a torso nudo. Sergio era spaventato e stupito nello stesso istante, lo guardò intensamente. La creatura blu con la testa da piovra li scalfì all'addome con i suoi pungi squamosi e viscidi TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD Sergio chiese, "cosa cerchi da me?"
Il bestione non rispose, non parlava al sua lingua faceva sempre wwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww.
Sergio fesso non era, cercò di aggredirlo ala testa, il primo pugno lo beccò in pieno POCK!
la bestia sentì dolore, e Sergio sentì al tatto cjhe aveva una testa molle e viscida, allora cercò una seconda volta di aggredirlo e i tentacoli afferrarono il polso del ragazzo, e lo graffiarono, cercò di colpirlo con l'altra mano, ma il bestione afferrò con i tentacoli pure l'altra mano, era paralizzato, e l'animale umanoide lo colpì diverse volte allo stomaco ed ai fianchi TUHDD TUHDD TUHD TUHDD TUHDD THUDD TUHDD TUHD Sergio tossì dal dolore, vomitò saliva, ma il bestione non lo lasciò, continuò ad aggredirlo fisicamente, Sergio gli tirò un calcio in pieno petto della bestia bluastra, era viscida e squamosa allo stesso tempo, si sentiva il viscidume di quel mostro, Sergio non riuscì a liberarsi e subì altri pugni agli addominali alti, fra il petto e lo stomaco TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD.
Gridò, ma nessuno lo sentì, la gente quel giorno era chi al mare chi al lavoro, e lui aveva amici che non potevano aiutarlo in quel momento, lui era il solo e l'unico a non lavorare, il mostro lo riempì di pugni con pieno giusto, sempre ala zona dura dello stomaco, al mostro piaceva il ragazzo, ma nel senso che gli piaceva a toccare quel fisico asciutto e sodo.
TUHDD TUHD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD Il ragazzo gemette a terra, ma si rialzò subito, la bestai era ben contenta di poterlo di nuovo prendere a pugni, era la prima volta che trovò uno tosto, altro che quei giovani ciccioni amanti del kebab. Sergio capì al volo che il mostro lo faceva per puro godimento, lo invitò nuovamente a colpire il suo volto, il mostro lo fece con piacere TUHDDD TUHDD TUHDD TUHDD Sergio resistette un po', ma poi crollò a terra sfinito e dolorante, e la bestia vedendolo a terra a pancia in su, con i suoi addominali ben quadrati verso l'alto, gli salì sopra, aveva piedi palmati e vischiosi, ma a discapito di Sergio che non amava essere fatto quelle cose doveva subire lo stesso, perché era sfinito da quei pugni dati con tanta ferocia da quel mostro umanoide dalle sembianze di una piovra, a dire il vero di piovra aveva solo la testa, il resto del corpo era di un essere umano,con pelle squamosa, viscida e blu, ed aveva un abito lungo e di colore blu con colletto alzato e duna luce bluastra per tutto il corpo.
Sergio rimase a terra, pentito di non aver portato la macchinetta fotografica e del fatto che quel viscidume non poteva conservarselo, a lungo andare potrebbe puzzare, sempre di secrezione animale si tratta, un po' come il sudore umano.

venerdì 13 giugno 2014

Una bestia selvaggia aggredisce un adolescente

Una bella serata estiva, un gruppo di ragazzini di buona famiglia e ben messi fisicamente, stavano passeggiando in un folto bosco per sfuggire alla calura estiva,, siccome stava calando la notte, avevano tutti paura, tranne uno di attraversare il bosco durante la notte.
Il più coraggioso del gruppo si chiamava stefano, era figlio di un ingegnere ricco e potente, ed anche ben visto dalla società. Il ragazzo era ben stimato dal paese in cui viveva, ed aveva molti amici perché era buono ed intelligente, e per le ragazze era pure carino, ma era solo un toy boy, nessuna si innamorava veramente di lui, lo volevano solo per fare sesso sfrenato, e lui era sempre ben contento.

 
 Quella stessa notte, che lui desiderava ardentemente affrontare il bosco da solo, mentre gli amici non volevano perché erano dei piscialetto ed erano troppo vigliacchi per dire a Stefano, vieni fuori o qualcosa del genere.
Stefano aveva sempre con se una tracolla di jeans fatta artigianalmente da un suo amico mistico, e in quella tracolla portava di tutto, pure una torcia a led, solo che quella stessa notte incontrò un bakeneko, una sorta di gatto antropomorfo della mitologia medioevale giapponese.
Siccome il ragazzo leggeva molti manga e guardava molti film di animazione del genere manga ed anime, che dovevano essere sempre giapponesi e lui aveva imparato a parlare benissimo il giapponese, mentre sua madre, che era una professoressa di lingue, gli ha insegnato a parlare inglese, francese, tedesco e cecoslovacco.
Ecco che prendendo la sua torcia a led, intravide questo mostro
Allora esclamò con felicità estrema "ma allora esiste!"
Gli girò attorno per vedere se era uno scherzo, si tolse la maglietta perché sentiva molto caldo, allora, il bakeneko, che era ghiotto di giovani fanciulli e fanciulle, si avvicinò con la bava alla bocca, il ragazzo tentò di accarezzarlo, ma il mostro indietreggiò e si alzò in posizione eretta.
Stefano si stupì della sua muscolatura, la creatura ringhiò come un leone, ma lui non si spaventava affatto, era troppo emozionato da quella figura mitologica e di sapere che esiste realmente, prese il suo I-Phon e cercò di fotografarlo con immagini 3D, facendosi pure un bel selfing, ma il micione gli buttò a terra il telefonino, ed il ragazzo si arrabbiò come una brutta bestia ed iniziò a colpire il mostro con calci e pugni in pieno petto STUUUUUUUUUUUUUP STUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUP
il gattone ringhiò più forte, prù per la rabbia che per il dolore.
Il giovane miliardario lo colpì più sotto del torace, in quella serie di addominali da sei, TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD MIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAOOOOOOOO!
il gattone si infuriò e gli sventò un cazzotto all'addome di Stefano THUDD il ragazzo si piegò in due dal dolore e vi rimase per pochi secondi, appena si rialzò, il gatto antropomorfo gli tirò un gancio allo stomaco del giovane aitante TUHDDD aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaoooooooooooooooooo!
tossì dal dolore ricevuto, ma si rialzò di nuovo in piedi e dato che i suoi pugni non lo scalfivano neanche, prese un ramo da terra e lo usò come mazza, il felino spezzò con una zampata il bastone che Stefano stava usando come mazza, e gli sganciò un altro pugno che entrò nei suoi addominali freschi di un giovane adolescente THUDDDD e poi altri THUDD TUHDD TUHDD TUHDD all'infinito, Stefano tentò di chiamare i carabinieri, la finanza, la polizia, i vigili urbani, ma credette che nessuno poteva credergli, allora cercò di abbattere il bestione da solo, egli era intelligente, ma pure il mostro era molto intelligente ed astuto, era una vera macchina da guerra, ma pure Stefano non era da meno, era tosto Stefano, e pure di buona famiglia, nessuno avrebbe mai fatto del male al fanciullo, non valeva la pena, non era uno di quei giovani viziati e bulli, era ben educato e colto, e come tutte le persone che non hanno problemi, succede sempre che i problemi arrivano tutt'insieme, come in quel momento. Cosa avrebbe raccontato ai carabinieri? Ed ai vigili urbani? Ed alla guardia forestale? Nessuno gli avrebbe creduto, nemmeno i suoi genitori, nemmeno i suoi parenti e neppure i suoi amici, solo l'artigiano di tracolle del suo paese ci avrebbe creduto, ma era fuori città quella notte d'estate.
Stefano non sapeva a chi chiedere aiuto, cercò per l'ennesima volta di difendersi inutilmente, volle dargli un pugno su quel muso felino della fiera antropomorfa di origine giapponese, ma il bakeneko gli afferrò con i suoi artigli il polso e gli diede una scaricata di pugni nei fianchi e nella zona ombelicale, tanto forti da farlo vomitare e farlo tossire e sputare saliva, Stefano sperava che fosse un brutto sogno, ma non era così, il bakeneko è reale come il big foot, lo iety e Nessy.
quella notte stava facendo un'esperienza unica in qualsiasi genere, che poteva scriverlo solo nel suo diario segreto, ma non volle, voleva fare delle foto e farsi dei selfing con il fiero bestione.
Stefano era dolorante e pieno di lividi, non si può sfuggire alla potenza di madre natura, neppure se ti scatena una o più belve contro. L'essere umano, se non fosse per le armi sarebbe la creatura più indifesa.

martedì 10 giugno 2014

Incontro a tre

Luigi e Alfonso

Gianpiero
Una mattina d'estate, tre giovani palestrati si erano incontrati e non c'era nessuno nei paraggi. Siccome erano solo loro tre in una spiaggia libera, decisero di testare al durezza dei loro addominali approfittando che era una zona isolata dal popolino amante della campagna.
A loro tre, la vita nei campi non piaceva affatto, gli piaceva andare al mare e mostrarsi e questo fecero, si mostrarono fra di loro ed avevano sempre tanta voglia di testare una volta per tutte quando erano duri i liro addominali e quando bruciavano i loro cazzotti.
Giampiero era un solitario per passione, mentre Luigi ed Alfonso erano amici fraterni e non desideravano nessun terzo incomodo. Dato che il terzo incomodo era Giampiero, decisero di testare per prima la durezza dei suoi addominali.
STUUUUUUUUUUUUPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPP
il suono sordo del pugno di Luigi che affonda nello stomaco di Giampiero, ma non sentì nulla, allora ci provò Alfonso sempre su di lui TUHDD TUHDD TUHDDD TUHDD THUDDD
l'addome di Giampiero era duro e sodo come una roccia e i polsi di Alfonso e di Luigi si erano stancati, allora decisero di farsi colpire da Giampiero, chi perdeva doveva subire le brutte azioni dal vincente, allora provò a colpire gli addominali di Alfonso STUHDD TUHDD THUDD THUDD THUDD
sentì che erano tosti come acciaio, poi provò la stessa cosa con Luigi THUDD THUDD THUDD THUDD THUDD ma niente, durante un attimo di distrazione, Luigi colpì con un calcio gli addominali di Giampiero mentre lui si era distratto un po' a vedere un elicottero THUDD AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAUUUUUUUUUUUUC gridò Giampiero per il dolore, poi tossì, allora Luigi cantò vittoria molto presto, ma gli altri pungi erano più tosti altrettanto l'addome di Giampiero THUDD TUHDDD THUDD TUHDD che adesso non sentì niente, ma dopo un po', Giampiero gemette per il dolore, allora Luigi insistette THUDD THUDD THUDD THUDD THIUDD AAAAAAAAAAUUUUUUUUUUUUUUUUUUC tossì e poi fece un mega rutto che fece ridere Luigi, una risate innocente, tipo quella di un bambino, ma poi ritornò serio e continuò a colpire sempre all'addome, ma poi l'amico di Luigi disse "basta, ora provo io"
e gli diede altri pugni, al centro fra i pettorali e gli addominali alti TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH si piegò in due, ma pe rpoco non cadde a terra, allora gli diede uun calcio allo stomaco con il collo del piede SPUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUT OOOOOOOOOOOOOOOOUUUUUUUUUUUUUURZ
Giampiero rimase a terra per il dolore, allora Luigi e Alfonso approfittarono a prenderlo a pugni ed a calci, sia perché era godurioso toccare un fisico così atletico sia perché loro erano dei misantropi palestrati, vogliosi solo di loro due e che nessun altro doveva stare in loro compagnia.
Continuarono a pestare Giampiero, ma dopo un po' di scazzottamenti sentirono un rumore di una macchina, pensando che fossero i carabinieri scapparono a gambe levate, tanto Giampiero era ormai dolorante a terra, il fatto è che non era la macchina dei carabinieri, ma di una famiglia di cristiani protestanti che adoravano fare del bene gratuito al prossimo, allora i due coniugi evangelisti, presero il ragazzo da terra e gli offrirono cibo e bevande e lo curarono come un buon evangelista protestante sa fare. Come tutti sanno gli evangelisti sono la migliore religione di tutti i tempi, e i due bulli solitari erano dietro l'angolo a rodersi il culo e per sfogare la loro rabbia si presero a botte fra di loro, sempre negli addominali alti, bassi ed obliqui, la loro rabbia era tale che non sentirono subito dolore, sentirono solo i suoni dei cazzotti che affondavano negli addominali l'uno dell'altro THUDD TUHHDD STUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUP
Continuarono fino a quando uno dei due era a terra, la lotta durò sei ore, e non si accorgettero di niente, si erano fatte le 14:00 e mentre Giampiero era ormai sanato per la cura gratuita di quella famiglia evangelica, adesso era Alfonso a trovarsi a terra dolorante ed agonizzante con la bava alla bocca, mentre Luigi si trovò pieno di lividi e graffi.

sabato 7 giugno 2014

Gut punch per passione


Due amici si incontravano spesso nel boschetto dell'Incoronata per fare i loro match di gut punching. La passione per gli addominali e per il fatto di tirare pugni agli addominali scolpiti come feticismo era veramente un culto, avevano il mito degli addominali da quando erano adolescenti.
Si incontrarono per l'ennesima volta nel boschetto dell'Incoronata in provincia di Foggia e decisero di mettersi a torso nudo per colpire gli addominali l'uno dell'altro. per una volta avevano deciso che uno doveva incassare pugni nel pancino e l'altro doveva tirare pugni a non finire. i due ragazzi, Ivan e Francesco, erano ben allenati e siccome era una calda mattina d'estate, dovevano per forza mettersi a torso nudo e mostrare i lor bellissimi addominali scolpiti. Ivan con gli occhiali decise di farsi massacrare l'addome dal suo amico Francesco che accettò la proposta, Ivan si sentiva pronto per testare la durezza dei suoi addominali di ferro e francesco altrettanto moriva dalla voglia di poter toccare quei meravigliosi addominali.
Ivan si mise in posizione, senza maglietta e con i pantaloni a vita bassa e le mani dietro la nuca, indurì i suoi splendidi addominali e Francesco iniziò TUHDD Ivan sorrise, ma Francesco continuò a colpirlo TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD Ivan tossì e Francesco disse "già tossisci?"
Ivan non rispose, doveva tenersi allenato e Francesco lo sapeva che il suo amico no era di parola mentre incassava, altrimenti l'avrebbe fatto perdere tempo, allora Francesco continuò a colpire agli addominali bassi di Ivan TUHDD TUHDD TUHDD "aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaiuh" sospirò
Francesco continuò incurante di quello che stava succedendo al bell'Ivan, ragazzo con gli occhiali che gli davano un aspetto da nerd.
Poi Ivan decise di voler tirare pure lui qualche pungo, anche Francesco aveva addominali duri come una roccia, quindi belli da scazzottare.
Quindi adesso era il turno di Francesco, a petto nudo ci stava già, allargò le gambe e mise le mani dietro la nuca, ed Ivan colpì senza chiedere niente TUHDDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD all'impazzata sugli addomianli alti di Francesco, che erano belli da demolire, e poi ancora TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD auuoooooooooo, gridò il suo amico "per essere piccolo te la cavi benissimo, continua"
così Ivan insistette a tirare pugni a quegli addominali meravigliosi del suo amico TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TIHDD TIHDD AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAOOOOOOOOOOORG gridò Francesco dal dolore "ora basta, voglio continuare io sui tuoi!"
ivan senza dire uan parola obbedì mettendosi in posa, e Francesco gli diede una bella gomitata alla bocca dello stomaco, proprio quella bella zona fra il centro dei pettorali e gli addominali TUHDD Ivan tossì e fece un bel rutto che fece ridere di gusto Francesco, che poi tornò serio e gli continuò a dargli una scazzottata. TUHDD TIUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD Ivan tossì, e fece un altro bel rutto, ma Francesco tirava pungi come se fosse furioso, come se delle armi psicotoniche lo avessero colpito e che doveva accanirsi contro qualcuno, ed ancora TUHDD TUHDD TUHDD all'addome di Ivan, che esausto non ce la faceva più, cadde a terra e gli implorò che bastava così, ma Francesco gli salì sulla pancia e lo calpestò, somigliava che Ivan avesse offeso ingiustamente l'amico, ma non fu così, colpa delle scie chimiche e delle armi psicotoniche  che avevano colpito Francesco a discapito di Ivan che gemette a terra mentre francesco lo calpestava e gli tirava pugni e calci all'addome, fino a farlo vomitare, Dopo un po' si calmò e gli spiegò che aveva avuto come una sensazione di odio breve nei suoi confronti, allora Ivan scappò da lui dopo aver lucidato i suoi occhiali, ovviamente scappò con al bici, quello aveva, e Francesco senza accorgersi che lo aveva offeso gli andò vicino ma si sentì scacciato, aveva fatto bene, al violenza è sempre una brutta cosa, il gut punching non è violenza, è sport, ed è anche feticismo.

mercoledì 28 maggio 2014

Gut punching per strada


Un maschio ben messo fisicamente si aggirava da solo per delel vie periferiche, da quelle zone passavano molti camionisti, costui era in pace con se stesso ed odiava litigare con altra gente, tranne in casi di rompiballe attaccabrighe e scarica barile, coem la storia che sto per raccontarvi.
Una mattina d'estate molto calda ad un giovne camionista gli andava di volta il cervello perché non riusciva a vendere la sua merce che lui stesso lavorava e quella mattina la gente stava tutta a farsi le vacanze al mare, il quel giorno di calda estate il giovane camionista vide un passante, un ragazzo muscoloso con addominali di ferro e scendendo dal camion chiese se voleva un po' della sua merce, il giovane aitante rifiuta, e il camionista insistette perché lui aveva moglie e figli ed aveva pure una madre ammalata di diabete, e non aveva cure per curarla, ma il giovane muscoloso questo non gline importava niente, questa persona non conosceva le sofferenze della vita, era uno di quelli che aveva tutto e subito. Il camionista, era un giovane pieno di problemi; aveva solo la terza media, era stato cacciato da tutte le scuole per mancanza di disciplima, era isascibile, aveva la madre ammalata ed il padre l'aveva perso in giovane età, aveva mogli e figli ed era molto povero, per questo che era molto irascibile, ma aveva trovato la persona sbagliata per cui scaricare la rabbia.
il giovane mamionista sapeva che quell'altro giovane non voleva comprare niente, non aveva portato i soldi con se, ma ne aveva molti, e non voleva aiutare pe rniente quel giovane camionista, che lo vide irato, allora fece uan scommessa; il camionista doveva dare dieci pugni agli addomianli del giovane aitante, poi, il giovane aitante doveva colpire la pancia del camionista per dieci volte di seguito, e chi resisteva aveva vinto. il camionista era irato e bisognoso di soldi, allora accettò la scommessa, iniziò a dare un pugno al centro degli addominali di quell'uomo TUHDD
Il giovane disse "perché ti sei fermato? Colpisci altre nove volte"
Il camionista colpì al ventre, ai fianchi ed allo stomaco del giovane muscoloso TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD 
Il giovane rise, ed il giovane camionista era ormai calmo, dopo i pugni che aveva sferrato contro gli addominali di quello li, che ora era il turono su, vennne legato i polsi dietro la schiena, ed il giovane muscoloso iniziò a tirare dei pugni all'addome del giovane poveraccio camionista TUHDD
"aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahi!" esclamò ikl camionista
"Ho appena iniziato e già ti sei fatto male? guarda che con me non si sgarra"
TUHDD TUHDD "ooooooooooooooooooooooooooh"
TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD  "aia, aia, aia"
Al giovane faceva piacere vedere il camionista che gemeva dal dolore e si accanì ad usarlo come sacco da boxe TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD "aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaiaaaaaaaaa"
TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD THUDD Il giovane camionista sembrava piangere, e l'altro si accanì di brutto TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD THDDD TUHDD "guarda che non sono dieci, non hai pareggiato i fatti, ora io devo colpire te altre volte" disse il camionista
"ma stai zitto e godi"
TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD Auuuuuuuuuuuuurg! aia aiiiiiiiiiiiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
Il giovane camionista era esausto, cheise se poteva slegarlo almeno, al gente passava di la ma non si importavano di dare aiuto a quel poveraccioo ce veniva pestato da un uomo ben messo fiscamente
Il camionista pianse, aveva molti problemi sia finanziari che della vita stessa, non aveva amici, aveva la madre malata, non aveva istruzione, nessuno voleva essere amico a chi non ha una buona condotta, di solito la gente ama essere amica dei dotti, le persone colte hanno più facilità a farsi deglia mici delel persone ignoranti e senza istruzione, quindi nessuno fra i passanti prese le difese del giovane camionista cne aveva ormai il pancino pieno di lividi e l'energumeno continuava a pestarlo sull'addome concavo del poveraccio.
TUHDD TUHDD TUHDD THUDD TUHDD TUHDD TUHDD THDD TUHDDfino a farlo accasciare a terra.
Così il giovane muscoloso ebbe la meglio sul giovane camionista.

venerdì 23 maggio 2014

Pestaggio a Leonardo Fumarola


Una serata di primavera un fan sfegatato di Leonardo Fumarola instittette a voler entrare nel camerino del suo idolo.
Le guardie glielo permisero, ma Leonardo era stanco dopo l'esibizione e stava riposando sul divano del suo camerino.
Il suo fan bussò all porta "sbrigati, apri Leonardo, sono un tuo fan"
Leonardo era stanco ma andò ad aprire, "cosa vuoi?" chiese, Si presentò a torso nudo, proprio come sperava il suo fan, che entrò nel suo camerino con arroganza. Leonardo ordinò "esci fuori"
Il suo fan "voglio l'autografo"
Il ballerino pugliese lo anccontentò, gli firmò l'autografo e fece senno con la testa di andarsene, ma il suo fan fissò il fisico atletico del suo mito e disse "sai che so tutto di te? Sei nato a Villa Castelli, vicino Brindisi, il 9 gennaio 1983"
Leoanrdo sorrise stupito, "e devi sapere ancorea molto"
Il suo fan desiderò testare di persona la durezza dei suoi addominali, gli torò un pugno al plesso solare di Leonardo TUHDD "ahhhh"
Il fan non eraancora soddisfatto e gli tirò altri pugni TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD sempre all'addome del ballerino, e ci prese gusto
Leonardo era atletico, e il suo fan lo sapeva benissimo, come sapeva benissimo che stava indurendo l'addome per non sentire dolore e per incassere bene i pugni che il suo fan tirava con precisione TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD insistette, ma Leonardo aveva ancora gli addomianli duri come uan roccia, e il suo fan aveva gusto nel tirare pugni al suo addome, "ho sempre desiderato testare di persona quanto sono duri i tuoi bellissimi addominali" disse il suo fan
Leonardo "se non te ne vai ti faccio vedere altri muscoli come sono duri"
Il suo fan continuò semsa aver sentito cosa glia veva detto il suo mito ad insistere a tirargli pugni TUHDD TUHDD TUHHD ed un calcio a piede scalzo in pieno stomaco STUHDDD Leonardo cadde a terra ed il suo fan gli salì sulla pancia e gli fece il tramping e stette sul suo addome msucoloso per un mituto abbondante, Leoanrdo si alzò, il suo fan cadde ma non sentì dolore, perché sapeva cadere, sapeva come si cade, era anche lui un atleta come il suo idolo salentino.
Leonardo insistette a mandarlo via "via, via!"
"ho appena iniziato" disse beffardo il suo fan, e gli trapiantò un montante alla bocca dello stomaco, proprio la zona degli addminali alti, dove a lui piaceva colpire, "vedo che resisti ancora" disse il suo fan
Leonardo "si, però ora basta, sono stanco"
"ma io no" rispose con sarcasmo il suo fan, che insistette a tirargli pungi come se il pancino di Leonardo fosse un sacco da boxe TUHDD TUHDDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD Leonardo non era ancora sfinito, ma aveva un po' d'affanno, troppi i pungi ricevuti "ora basta!"
Ma il suo fan prese a prenderlo a pugni di continuo allo stomaco ed agli addominali, ed anche ai pettorali TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD che goduria pe ril fan di Leonardo a prendere a pugni il suo idolo per vedere la durezza dei suoi addominali scolpiti.
Leonardo cacciò una penna dalla tasca dei pantaloni, prese un foglio di carta dal block notes, scrisse il suo nome e cognome e gli consegnò il suo autografo
"grazie" disse il suo fan, "ora mi scrivi il tuo nome sul mio corpo?"
Leoanrdo prese un pennarello dalla sua borsa, gli alzò la maglietta e scrisse la sua firma, e mentre se ne stava ndando lo chiamò "aspetta, ho dimenticato il punto"
"come il punto?" chiese il fan di Leonardo, si avvvicinò, scoprì la pancia e Leonardo con una breve rincorsa gli tirò lui un montante in pieno stomaco STUHDD il suo fan vomitò saiva "ahi!"
"chi la fa l'aspetti" disse sghignazzando Leonardo, e poi chiuse la porta del suo camerino e dil suo fan andò via con soddisfazione, aveva l'autografo ed aveva testato di persona quanto è duro il suo fisico.

giovedì 22 maggio 2014

Agguato di polizia


Un bel giorno il giovane Adolfo stava godendosi un caldo tepore, e siccome aveva un fisico atletico aveva volgia di mostrare il suo fisico a tutti, quindi non si fece scrupoli a camminare per strada a torso nudo.
mentre cammonava sul lungo mare, venne bloccato da un'auto della polizia, il poliziotto lo ferma, e lo costrinze ad entrare in macchina. Adolfo non aveva nessuna voglia di salire in macchina, soprattutto se si trattava di un'auto di poliziotti, ma venne costretto, il poliziotto fece la voce grossa per farsi ubbidire. Il ragazzo entrò e venne portato in una zona periferica, per l'esattezza in zona campagna, in un posto dove nessuno li poteva vedere. In quel luogo c'erano milioni di fiori tutti colorati, dal giallo delel margherite, al blu delle malve al rosso dei papaveri, seguito da un'abbondante distesa di verte incolto, e si sentivano i canti di molti uccelli, tra cui colombi, fagiani, tortore e gazze, in quel posto c'era una croce di legno, il poliziotto si guardò attorno, e siccome non venne nessuno, per sua fortuna, legò il ragazzo alal croce per i polsi, lasciandoloa torso nudo "sai che è reato passeggiare a torso nudo?" disse il poliziotto, il giovane Adolfo rispose "Non me ne frega un cazzo! Ho il fisico atletico e volgio farlo vedere a tutti e a tutte"
il poliziotto di istinto guardò il fisico atletico del ragazzo, si avvicinò e disse "sei fortunato che hai incontrato me, se era un altro poliziotto ti metteva subito in galera"
Adolfo "Quante storie per il fatto che mostro il mio bel fisico! e tutti quegli extracomunitari schifosi che rubano e che stuprano, a loro non li fate niente?"
Il poliziotto non rispose, gli assestò un pugno in pieno stomaco TUHDD
"AAAAAAA!" gridò il ragazzo
ed il poliziotto iniziò a prendere gusto a picchiarlo TUHDD TUHDDD TUHDD TUHDDD
Adolfo cercò di trattenere, non voleva più gridare, per paura di essere pestato a sangue, gli dava fastidio quando gli toccavano la pancia, e questo lo sapeva il poliziotto, perché si notava
TUHDD TUHDD TUHDDD TUHDD TUHDDD 
Il poliziotto continuò a colpirlo sempre dove lui non voleva essere toccato
Adolfo trattenne il dolore ed il fastidio, odiava il solo fatto che gli sfioravano l'addome, da bambino aveva sofferto di grassezza, e quel camminare a torso nudo per mostrare i muscoli gli faceva troppo bene all'autostima, ora doveva solo sopportare il poliziotto, che si stava divertendo a prenderlo a pungi, mentre lui detestava il solo fatto che gli si sfiorasse la pancia anche solo per sbaglio, odiava le abbuffate, e ci era riuscito a dimagrire.
Il poliziotto lo colpì alla zona ombelicale con un calcio TUHDD "SSSSSSSSSSSSSSSSSSH" fece il ragazzo, non voleva proprio gridare, sapeve che aveva perso in partenza
il poliziotto lo stuzzicò "sei un uomo diro, non gridi mai"
e continuò a colpirlo al ventre che rimase teso e duro come uan roccia TUHDDD TUHDDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD era un umiliazione continua, Adolfo fece per sbavare, e dil poliziotto insistette TUHDDD TUHDD TUHDD TUHDDD TUHDDD, i muscoli del ragazzo stavano indebolendosi, ed il poliziotto diede un cazzotto in piano stimaco, al plesso solare, e vide che si stava indebolendo, si accorse che non ce la faceva più, ma voleva insistere, la goduria era infinita, si accorse che Adolfo aveva un erezione, e si divertì molto " ti piace quando ti prendo a cazzotti eh?
TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD ormai era debole Adolfo, non ce la faceav più, allora il poliziotto lo slegò per non subire la denuncia di abuso di potere e lo riprotò con al macchian al punto di partenza, sul banga asciuga, dove Adolfo svenne per le botte prese, e lo lasciò da solo rimanendo nei paraggi, voglioso di punire qualche altro ragazzo che meritava quelle punizioni.

mercoledì 21 maggio 2014

Giovane pestato dai non morti

Una calda nottata di agosto, un giovane palestrato di nome Pasquale era stato messo in carcere per delle bravate di bullismo. Quella sera si trovava solo in cella, in que carcere la gente moriva ed era l'unico giovane di quel reparto la, il raggio VI.
Pasquale iniziò a parlare da solo, aveva capito di quanto era stato stupido ad aver commesso quelel azioni da bullo verso suoi coetanei con handicap, ma la sua pena era ancora iniziata. Dal terreno ecco che si sente un leggero tremolio, in quel reparto non c'era il pavimento e si sentiva al puzza di carne putrefatta e di zolfo. Ecco che pasquale si accorge che dal terreno spuntano dei non morti, ovviamoente anime in pena di carcerati come lui, Pasquale cercò di scappare ma venne accerchiato dai non morti, anche se gridava non lo ascoltava nessuno, in quel reparto erano tutti ormai anziani e sordi, alcuni ci sentivano, ma non erano credibili per i secondini, che non davano mai retta a nessuno, anzi, i secondini danno retta solo a giudici ed avvocati, non danno mai retta ai detenuti soprattutto se considerati ingontanti.
pasquale non era affatto un ignorante, era un giovane colto e muscoloso, per questo ha sempre odiato di stare in comapagnia di persone povere e diversamente abili, e per questo che delel anime in pena si erano risveglaite dal terreno e iniziarono a fissarlo con i loro sguardi assenti. Pasquale che era abituato a fare il bullo cercò di difendersi, iniziò a tirare calci a qualche trapassato che passava di li, ma i trapassati anche senza testa non crollavano pe rniente. Uno dei trapassati sganciò un bel pugno all'addome muscoloso di Pasquale TUHDDD "aaaaaia!" esplamò Pasquale, e poi TUHDD TUHDDD TUHDD TUHDDD TUHDD TUHDD uno dei trapassati si accanì ad usare come sacco da boxe il malcapitato bulletto, che per fortuna era bello tosto ed allora c'era da divertirsi a fare a botte, non era affatto molliccio.
Pasquale cercò in tutti i modi di difendersi come solo un bullo sa fare, rispondendo alle botte, ma niente, i risveglaiti erano sempre numerosi, più ne abbatteva più risorgevano dalle loro ceneri, e TUHDDD un montante ala bocca dello stomaco, tanto forte da farlo vomitare il pranzo e la cena non solo per il pugno, ma anche per la puzza che c'era in quella cella, un risveglaito lo bloccò da dietro ed un altro approfittò a massacrarlo di botte al plesso solare ed al torace ben messo TUHDD TUHDD TUHDD con tanta forza, i trapassati erano abbastanza forti nonostante la loro fragilità apparente, pasquale cercò di staccargli un braccio ad uno dei risveglaiti, ci riuscì, per un attimo si rilassò, ma nonservì a niente, perché uno dei trapassati lo colpì dietro le reni SPOK "aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah" gridò Pasquale, mentre si piegò in avanti lasciò scoperto il suo bel addome muscoloso tanto che uno dei risveglaiti gli diede un forte calcio allo stomaco TUHDDD si piegò e gli mancò il fiato, cercò di scappare ma non poteva, il cancello era troppo stretto, non entrava al testa, sarebbe rimasto bloccato, i non morti lo presero dai bicipidi, lui cercando di liberarsene riuscì a mala pena a staccargli un braccio ad uno dei trapassati, ma senza vantaggi, perché istintivamente aveva messo la mano del trapassato fra le braccia, tanto che la mano ambulante del risveglaito li conficcò un dito nell'ombelico STRAKKCC "ihaaaaaaaaaaaaaaa!" gridò, ma li dentro nessuno lo sentiva, o meglio i secondini non si interessavano a difenderlo, siccome era un bullo non andava difeso, e poi per qualche anno ha pure spazziato la droga, il malcapitato detenuto si beccò un calcio nelel palle da un trapassato che era lo stesso che lui aveva staccato un braccio SPRAK il dolore era atroce, voleva tenere il naso tappato, vomitò di nuovo, e i non morti lo presero a pugni senza pietà fra stomaco, pettorali e basso ventre STUHDDDD TUHDD TUHDDD TUHDD TUHDDD TUHDDD TUHDD non poteva farci niente, vomitò un'altra volta, il suo addome era arrossato dai colpi di quei pugni putrefatti, ed anche i pettorali erano segnati.
Pasquale non era ancora arreso, i risveglaiti erano tanti, ma lui non si arrendeva, sapeva che poteva farcela, ma invano cercò di difendersi di nuovo, i secodnini erano in ufficio a fumarsi le loro schifezze, mentre il bulletto di periferia veniva colpito ripetutamente dai risveglaiti, in pieno stomaco, al plesso solare, nei testicoli e TUHHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD SPRAKT il giovane pasquale esausto si arrese, si inginocciò a braccai sollevate e svenne di colpo, e i non morti se lo sbravavano con i loro denti infetti.
Morte di un bullo di periferia, "vietato prendersela con chi non può difendersi"
queste erano le ultime parole famose del bulletto Pasquale.

lunedì 19 maggio 2014

Abdaction ad un giovane italiano

Era una calda giornata pomeridiana d'estate quando Stefano, un giovane laureato in giurisprudenza decise di andare a cammianre da solo perché gli amici erano tutti partiti, alcuni per una crociera, altri per la calssica scampaganta pomeridiana. Lui era rimasto l'unico e solo, am non si fece nessun problema ad uscire da solo. Stefano voleva fare una sorpresa ai suoi amici che stavano a fare la classica scampaganta ad una campagna confinante alla sua. Lui odiava i lavori di campagna, suo padre era un tipo antipatico ed esagerato nei modi di insegnamento e lui detestava suo padre.
Mentre stava per incamminarsi lungo il sentiero, udù uno strano suono in cielo, come un fruscio intenzo WWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWW. Alzò istintivamente la testa, era un U.F.O. che lo catturò con il suo raggio di un blù cobalto intenzo. Si sentiva leggero ed ammirava dall'alto le macchine che passavano e nessuno si accorgeva di lui, sentiva pure il canto di molti uccelli ed il mitico ululato dei lupi che vivevano di li, lui amava molto i lupi, ne avevaavuto uno domestico (che aveva curato come un cane che poi era stato semvaggiamente sparato da un lurido ladro che nella campagna del padre voleva rubare del rame dai fili elettrici).
Stefamo era appena entrato in quella navicelal spaziale, e vide quattro individui umanoidi, alti, buondo e con occhi grandi azzurri ed obliqui. Avevano una voce robotica e lo presero con forza e lo spogliarono lasciandolgi indosso solo le mutande. Lo misero su un affare che Stefano non sapeva descrivere, non era un letto, non era neppure una croce, era una cosa gassosa che non gli permettava di muoversi. Si sentiva come crocifisso "ancora mi mettete un microchip" disse "non ho volgia di essere usato da nessuno"
Uno dei quattro extraterrestri si avvicinò e disse "non ti preoccupare, non vogliao etichettarti"
"allora che volete?" chiese Stefano spaventato.
Un altro extraterrestre si avvicinò e senza risponedere alal sau domanda gli passò la mano sinistra sul volto, pian piano fee scendere al mano lungo il collo, poi passò la sua mano sui suoi pettorali scolpiti e quando arrivò agli addominali indietreggiò la mano come se non volesse più toccarlo, ma gli diede un pungo diretto al plesso solare TUHDD
aaaaaaaaaaia gridò Stefano
un altro extraterrestre lo guardò intenzamente con i suoi occhi obliqui e di colore blu intenzo come una sera di estate, e gli sganciò un montante alla bocca dello stomaco STUHDDDD
graaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, gridò il giovane umano "ma non volete mica..."
THUDDD TUHDDD TUHHDDDD TUHDD lo stesso extraterrestre gli assestò dei pugni fortissimi al ventre del povero ragazzo, poi, un altro fece spostare l'extrraterrestre e STUHDDDD un pugno al centro ei pettorali, a Stefano gli mancò il fiato, non fece in tempo a respirare che THUDDD un altro pungo alla parte sinistra del pettorale, sentì battere il suo cuore a mille, e neanche a dare il tempo di respirare che si avvicina il terzo extraterrestre e STUHDDD STUHDDDD STUHDDDD STUHSDDDDD STUHDDD gli diede diversi pugni tutti sull'addome piatto e scolpito di Stefano
Evidentemente gli extraterrestri stavano studiando la resistenza fisica di un essere umano, erano curiosi di sapere come mai gli umani amano così tanto prendersi a pungi, si chiedevano "cosa avere da divertirvi tanto a prendere a pugni un'altro della vostra specie primitiva"
Stefano stava per parlare quando TUHDDDDD TUHDDD TUHDDD TUHDDDD TUHDDD TUHDDD TUHDD venne massacrato di pugni ai fianchi, ai pettorali ed all'addome e poi gli extraterretri insistettero TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD Stefaoera giovane e palestrato sopportava tutti quei dolori, ma ormai era esausto, gli amncava il respiro, non aveva più stima negli extraterrestri come ce l'aveva da bambino e da adolescente, voleva reagire, ma non poteva, era paralizzato da quel fascio di luce, a stento sentiva ripetutamente quel suonoWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWW non sapeva cosa fosse, sentiva rumori sordi, sentiva solo le voci gracchianti degli extraterrestri e i suoni sordi dei pungi che lo colpivano.
I quattro alieni umanoidi continuarono a studiare il ragazzo umano, e continuarono a dargli altri pugni TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD sempre nell'addome e nello stomaco, non volevano fratturargli il volto, volevano solo studiarlo e capire cosa ci trovavano di bello a picchiare e a farsi picchiare, uno dei quattro chiese con quella voce robotica "come mai, a voi umani piace essere presi in giro?"
Stefano rispose velocemente "a me no, niente affatto!"
"Sicoro?" chiese un altro dei quattro extraterrestri, sapedo dallo sguardo che era spaventato e vedendo il suo corpo pieno di lividi, decisero di metterli una strana pomata celestina che appena spalmata non sentì più niente.
venne rivestito e i quattro extraterrestri facendolo rimanere immobile per un altro po' lo rigettarono delicatamnete sul suo pianeta, sempre con quel fascio di luce blu cobalto.
Stefano ritornò dai suoi amici e non disse niente a nessuno del suo incontro ravvicinato del quinto tipo.
Con gli amici disse solo che voleva andarli a trovare e che si era sentito solo.
Gli amici lo accolserò con gioia, uno di loro disse "credevamo che tu fossi li nella nave"
Stefano con uno sguardo di meraviglia domandò "quale nave?"
Non voleva che si sapesse che era stato rapito dagli alieni
uno dei suoi amici disse, " la crociera dove sono partiti gli altri amici nostri.
"ah, pensavo" disse Stefano e poi rise nervosamente.
Così si arrostivano i loro tramezzini e i marshmallow.
E vissero una serata unica ed emozionente, ma non tanto quado Stefano che ha avuto un incontro ravvicinato del quinto tipo.