Marco e Tommaso erano due amici che si frequentavano dai tempi delle scuole medie e la loro amicizia durava ancora oggi.
Venne un giorno che i genitori di Marco dovevano andare a fare un lungo viaggio. La madre doveva farsi visitare la frequenza cardiaca e suo marito la stava accompagnando. Non si fidavano dei medici dell'ospedale della stessa città, quindi avevano chiesto di andare verso un altro ospedale di una metropoli cosmopolita.
felicissimo Marco di essere rimasto da solo a casa, aveva promesso ai genitori di non far entrare a nessuno, ma sapeva che era il momento buono per invitare il suo amico a casa. Molte persone pensavano che non erano fatti l'uno per l'altro, ma i due si amavano in amicizia. Era un'amicizia che solo loro due conoscevano e stavano troppo bene assieme. Tommaso aveva ricevuto un messaggio su WhatsApp ed era felicissimo della notizia. Fortunatamente era in ferie per una settimana e stava nel paese di Marco. Lasciò stare tutti i suoi impegni personali per andare dal suo migliore amico. Erano entrambi appassionati di Gut Punch, ma nessuno sapeva della loro passione privata, che spesso di messaggiavano per questo. Per mostrare il fisico scolpito dell'uno e dell'altro.
Tommaso aveva citofonato a casa di Marco e lui lo aveva subito aperto il portone. Anche se poteva benissimo scavalcare dal balcone in giardino. Appena entrati, approfittarono della solitudine per spogliarsi in mutande. Si osservavano e sapevano che si apprezzavano per la forma fisica di entrambi.
Oramai non dovevano perdere tempo, erano l'uno di fronte all'altro e dovevano agire. Decisero di dei due doveva iniziare per primo, ma senza dare il tempo a Marco, Tommaso diede un pugno nello stomaco di Marco e si sentì il suono sordo THUDD!. Marco rise, anche se non se lo aspettava, rispose di scatto con un altro pugno, THUDD, poi continuarono a darsene due ciascuno, poi tre ciascuno, poi quattro e continuavano nella loro lotta amichevole. Avevano entrambi dei muscoli dell'addome molto forti e resistenti, si stavano accanendo e si amavano di più. Piaceva ad entrambi la sensazione di pugni agli addominali scolpiti. C'era silenzio nella loro casa e si sentiva solo il suono sordo del pugno che affondava negli addominali di entrambi i ragazzi. Disoccupati entrambi, laureati entrambi e con la stessa passione. Avevano lasciato la porta della cameretta aperta, per stare attenti ancora venivano i genitori di Marco, che aveva preparato la scala da muratore, quella a pioli che in caso venissero, poteva scappare dal balcone del giardino. Gli alberi vicino al cancello erano alti, quindi non si vedeva niente, se scappava. Continuavano a colpirsi tra i pettorali e gli addominali, poi sui fianchi e si stavano eccitando parecchio. Si sentivano liberi, si sentivano in pace a fare quello che stavano facendo. Non avvertivano dolore, perché avevano dei muscoli duri come il marmo. Amavano quello che facevano e si stavano divertendo fino a tardo pomeriggio. Finito di colpirsi, si massaggiarono l'addome e in un momento di rilassatezza, sentirono la voce della madre e del padre, che avevano questo brutto vizio di parlare ad alta voce, anche da calmi. In grande fretta si rivestirono e poi Tommaso scappò senza farsi vedere dal balcone, aiutandosi con la scala da muratore. Gli alberi erano abbastanza alti che non si erano accorti della sua presenza. Poi mandò un messaggio sul cellulare: "Via libera".
Erano arrivati i genitori di Marco e gli avevano chiesto come era andata. "Tutto bene" rispose Marco, felicissimo di aver ritrovato il suo amico del cuore e di averlo sfidato in quel feticismo. Ma la madre e il padre non avevano capito che era felice per il suo amico e non per loro.


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