giovedì 20 novembre 2025

Un incontro di amici di vecchia data


 Marco e Tommaso erano due amici che si frequentavano dai tempi delle scuole medie e la loro amicizia durava ancora oggi.


Venne un giorno che i genitori di Marco dovevano andare a fare un lungo viaggio. La madre doveva farsi visitare la frequenza cardiaca e suo marito la stava accompagnando. Non si fidavano dei medici dell'ospedale della stessa città, quindi avevano chiesto di andare verso un altro ospedale di una metropoli cosmopolita.

felicissimo Marco di essere rimasto da solo a casa, aveva promesso ai genitori di non far entrare a nessuno, ma sapeva che era il momento buono per invitare il suo amico a casa. Molte persone pensavano che non erano fatti l'uno per l'altro, ma i due si amavano in amicizia. Era un'amicizia che solo loro due conoscevano e stavano troppo bene assieme. Tommaso aveva ricevuto un messaggio su WhatsApp ed era felicissimo della notizia. Fortunatamente era in ferie per una settimana e stava nel paese di Marco. Lasciò stare tutti i suoi impegni personali per andare dal suo migliore amico. Erano entrambi appassionati di Gut Punch, ma nessuno sapeva della loro passione privata, che spesso di messaggiavano per questo. Per mostrare il fisico scolpito dell'uno e dell'altro. 

Tommaso aveva citofonato a casa di Marco e lui lo aveva subito aperto il portone. Anche se poteva benissimo scavalcare dal balcone in giardino. Appena entrati, approfittarono della solitudine per spogliarsi in mutande. Si osservavano e sapevano che si apprezzavano per la forma fisica di entrambi.

Oramai non dovevano perdere tempo, erano l'uno di fronte all'altro e dovevano agire. Decisero di dei due doveva iniziare per primo, ma senza dare il tempo a Marco, Tommaso diede un pugno nello stomaco di Marco e si sentì il suono sordo THUDD!. Marco rise, anche se non se lo aspettava, rispose di scatto con un altro pugno, THUDD, poi continuarono a darsene due ciascuno, poi tre ciascuno, poi quattro e continuavano nella loro lotta amichevole. Avevano entrambi dei muscoli dell'addome molto forti e resistenti, si stavano accanendo e si amavano di più. Piaceva ad entrambi la sensazione di pugni agli addominali scolpiti. C'era silenzio nella loro casa e si sentiva solo il suono sordo del pugno che affondava negli addominali di entrambi i ragazzi. Disoccupati entrambi, laureati entrambi e con la stessa passione. Avevano lasciato la porta della cameretta aperta, per stare attenti ancora venivano i genitori di Marco, che aveva preparato la scala da muratore, quella a pioli che in caso venissero, poteva scappare dal balcone del giardino. Gli alberi vicino al cancello erano alti, quindi non si vedeva niente, se scappava. Continuavano a colpirsi tra i pettorali e gli addominali, poi sui fianchi e si stavano eccitando parecchio. Si sentivano liberi, si sentivano in pace a fare quello che stavano facendo. Non avvertivano dolore, perché avevano dei muscoli duri come il marmo. Amavano quello che facevano e si stavano divertendo fino a tardo pomeriggio. Finito di colpirsi, si massaggiarono l'addome e in un momento di rilassatezza, sentirono la voce della madre e del padre, che avevano questo brutto vizio di parlare ad alta voce, anche da calmi. In grande fretta si rivestirono e poi Tommaso scappò senza farsi vedere dal balcone, aiutandosi con la scala da muratore. Gli alberi erano abbastanza alti che non si erano accorti della sua presenza. Poi mandò un messaggio sul cellulare: "Via libera".

Erano arrivati i genitori di Marco e gli avevano chiesto come era andata. "Tutto bene" rispose Marco, felicissimo di aver ritrovato il suo amico del cuore e di averlo sfidato in quel feticismo. Ma la madre e il padre non avevano capito che era felice per il suo amico e non per loro.

giovedì 6 novembre 2025

Vendetta, tremenda vendetta

 Carlo e Federico erano due amici molto legati l'uno con l'altro, ma una sera qualcosa andò storto. Inizialmente la loro amicizia andava a gonfie vele, ma successe una sera che mentre Carlo voleva uscire una sera con Federico, perché era terribilmente affezionato, l'altro gli chiuse il telefono in faccia, senza nemmeno rispondergli. questo diede molto fastidio a Carlo che tenne il broncio per tutta la serata. Costretto ad uscire da solo, come sempre. Tutti in paese si resero conto della sua rabbia interiore, ma lui negava, non voleva far sapere a nessuno che era arrabbiato con il suo amatissimo amico affezionato.

Si erano conosciuti in palestra e finalmente non usciva più da solo, grazie a lui. Successe più di una volta che erano usciti assieme. Da quando si erano conosciuti in palestra che erano diventati intimi amici.

Quindi sapeva come tendergli una trappola. Sapeva che c'era un orario preciso per incontrarlo e sapeva che lui era attratto da un altro amico che non se lo filava proprio.

Quindi, il giorno dopo, che aveva cercato Arturo su Facebook, gli disse tutto e sapeva già che ad Arturo non se ne importava niente del suo amico, perché era un solitario e amava vivere da solo tutto il giorno passando le giornate su You Tube. Raccontò tutto della sua vendetta, quindi Arturo stette al gioco e chiamò Federico per dirgli che lui sarebbe venuto verso la chiusura della palestra, così gli mandò degli screenshot e rise amaramente. Il giorno stesso, anche Carlo decise di andare tardi, per incontrare Federico, che si aspettava Arturo. Era affezionato ad Arturo perché era un ragazzo molto colto e molto ricco.

Stava arrivando l'ora x. Federico si aspettava di incontrare il suo grande idolo, invece apparve il suo amico che gli ha fatto buca. durante gli spogliatoi si salutarono, come sempre. Poi iniziarono a fare palestra, ad usare gli attrezzi. durante la palestra, tutto regolare, non volevano farsi cacciare, perché era un ambiente bellissimo e pilitissimo. Finito di fare palestra, entrarono entrambi nello spogliatoio per farsi la doccia. Ecco che Carlo si avvicina nervoso e gli chiede come mai gli ha chiuso il telefono in faccia. L'altro non sapeva come rispondere, ed ecco che gli sferra un pugno in pieno stomaco. Carlo continua a tirargli una raffica di pugni nell'addome. Hanno entrambi gli addominali ben sviluppati e si picchiarono a vicenda. Dato che Carlo era anche un feticista di ombelichi, gli ficcò il dito dentro, per godere della sua profondità. Ha sempre desiderato poterlo fare e finalmente quel giorno era arrivato. Carlo gli diede una raffica di pugni nella zona ombelicale del suo amico nemico e gli fece mancare il fiato. Lui chiedeva di fermarsi e che non lo avrebbe fatto più. La prossima volta che non voleva uscire, lo rispondeva lo stesso al telefono per dirglielo. Si chiesero scusa entrambi, si strinsero la mano, si rivestirono e fecero la strada assieme, come sempre avevano fatto, parlando del più e del meno, come tutte le sere che facevano la strada assieme. I due rafforzarono la loro amicizia, dopo quella lite. Anche perché finalmente avevano avuto occasione per testare gli addominali, dell'uno e dell'altro.




mercoledì 3 settembre 2025

Incontro di lotta in piena estata


 Era un caldo pomeriggio d'estate e Marco ha insistito tanto che il suo amico Pietro doveva uscire con lui per andare a rinfrescarsi in piscina. Pietro stava studiando per fare gli esami universitari, doveva laurearsi in biologia marina. Amava gli animali acquatici ed amava il mare in generale. Le chiamate al cellulare si facevano insistenti, ma lui non voleva deludere il suo migliore amico. si erano conosciuti durante un corso di ceramica, ed adesso erano rimasti amici, perché sedevano sempre assieme in prima fila ed andavano sempre a cambiarsi assieme nello spogliatoio per indossare la divisa da lavoro. dopo nove mesi assieme, che facevano anche la strada del ritorno assieme, Pietro si era fortemente affezionato a Marco e dato che qui continuava a chiamarlo, non voleva deluderlo assolutamente.

Smise di studiare e rispose al cellulare: "Che vuoi?"

"Amicone, volevo solo invitarti in piscina assieme, ci facciamo accompagnare da un mio amico. Vieni?"

Pietro: "Va bene, ho finito di studiare e vengo".

Si preparò per andare in piscina con lui, disse alla madre che doveva uscire e la madre lo accontentò.

Sceso di casa, lo telefonò nuovamente per sapere dove fosse, si diedero appuntamento davanti la villa comunale e li lo aspettava. Vide passare una FIAT 500 vecchio modello, era dell'amico di Marco, che lo stava chiamando. Si salutarono con la stretta di mano ed il bacio sulla guancia e salì in macchina, con dentro il suo borsone. Chiese come si chiamasse l'amico, si chiamava Giorgio e veniva da un paese vicino a quattro chilometri. Conosceva Pietro perché lo seguiva su Tik Tok ed era un suo fan sfegatato. Pietro era felicissimo di stare in macchina con un suo fan, non gli importava della macchina. si avviarono verso la piscina comunale e appena entrarono, andarono negli spogliatoi a cambiarsi. Pietro apprezzava la forma fisica del suo amico, lo aveva visto parecchie volte, quando era il momento di andarsi a cambiare per mettersi quella divisa. Ma ora non erano più al corso di ceramica, erano in piscina e voleva vedere i risultati di Marco. Erano tutti e tre in costume da bagno e Pietro era quello dal fisico più comune, senza muscoli e peloso, gli altri due erano glabri e muscolosi.

Pietro non voleva tuffarsi subito in piscina, voleva stare con i suoi amici, era venuto per la scusa della piscina, in realtà voleva vedere che fisico aveva il suo amico, compagno di corso affezionato. Aveva un bel fisico asciutto e ben definito. 

Poi venne un altro ragazzo, uno proveniente dal quartiere peggiore della città dove veniva Giorgio. Lui lo conosceva benissimo e conosceva anche quel bruttissimo quartiere. Dove girava droga, contrabbando, prostituzione e criminalità varie.

Si avvicinò che voleva attaccare la lite: "EH, non potevano unirsi meglio, meglio non vi potevate unire"

Pietro rise, perché per lui era un complimento, gli piaceva stare con Marco, per questo si sedevano sempre assieme durante il corso, anche se c'erano altre persone. Conosceva la famiglia di Marco e lui non conosceva la famiglia sua. Giorgio a Marco si erano resi conto che quello voleva solo litigare, ma Pietro era molto ingenuo e vedeva la vita rosea. Per lui la vita era una cosa bellissima da ridere ogni giorno. Anche se aveva oramai quaranta anni suonati.

Il bullo si avvicina e viole testare gli addominali scolpiti di Marco e di Giorgio.

Iniziava a dire parole fuori posto, parole scioccanti, parole disdicevoli,

Marco non ce la faceva più aveva perso la pazienza e si alza, continua ad avanzare verso di lui e gli tira un pugno in pieno volto.

Il bullo reagisce tirandogli i pugni nello stomaco, poi insiste e continua a punirlo, vede che il bullo risponde a tirare pure lui i pugni in pieno stomaco. La lotta si fa più avvincente. Due pugni ciascuno, sembra una cosa fatta a gioco, non sembra una vera lotta. Pietro si rende conto che non deve temere niente, si avvicina pure lui, vuole provare il test degli addominali, chi ce li ha più duri. Inizia a massaggiare lo stomaco del suo amico dicendo: "Qui si trova la bocca dello stomaco".

Era evidente che voleva solo toccargli il six packh. Il bullo lo provoca e di conseguenza Pietro si gira e tira pugni nel suo stomaco. Vede che lui ci sta e para bene i colpi. se la ride pure e Pietro continua a colpirlo più forte, si sta eccitando, vede che ha un fisico resistente e si eccita fortemente. Ad un tratto sente ridere tutti i presenti, si rendono conto che pure Pietro è un amante del Gut Punch.

Il bullo si presenta: "Ciao, mi chiamo Pietro, come te, sono un tuo grandissimo fan, ti seguo sempre su Tik Tok ed Instagram. Mi piacciono i tuoi contenuti. Non sapevo che fossi un appassionato di Gut Punch. Lo sai che nel nostro quartiere lo facciamo quasi spesso?"

Pietro: "Non lo sapevo, pensavo che fosse una cosa solo americana".

Il bullo Pietro: "Ma no, pure da noi si fa, mi piace tanto darle e pure prenderle. Per me è solo un grande piacere. Anche prenderle da te è stato bellissimo".

Pietro era felicissimo di aver realizzato il suo sogno e rise di gusto. Poi rise anche il suo amico e risero tutti assieme. Da allora passarono tutta la serata assieme parlando del più e del meno e parlando anche di addominali scolpiti e di che forma devono essere per essere belli. Arrivata l'ora di cena dovettero accompagnarlo a casa, per non far preoccupare sua madre e suo padre.

Accompagnandolo a casa, cenò con la sua famiglia e poi riprese a studiare. Quel caldo pomeriggio non se lo scorderà mai, ha finalmente toccato dei veri addominali ed anche quelli del suo migliore amico.



sabato 13 giugno 2015

Gut Punch nerd


Durante una serata in sala giochi, un ragazzo era rimasto a giocare per ore, un certo Stefano, qui in basso con il papillon, ed il gestore della sala giochi, Michele, qui in alto, un ragazzo nerd pure lui, si accorse che era tardi, e siccome era un appassionato di pugni agli addominali, si era accorto più volte che Stefano si sventolava con la maglietta per il caldo, allora chiuse il cancello della sala giochi, facendolo spaventare. Poi, automaticamente si spensero tutte le luci ed anche i videogiochi. Stefano si arrabbiò, andò da Michele, il titolare, e disse di restituirgli i soldi, che stava finendo di giocare, Michele gli disse che non era possibile un fatto del genere, allora decisero di fare una gara a pugni agli addominali, il più giovane dei sue accettò la sfida, se vinceva lui gli venivano restituiti i soldi, altrimenti niente da fare.
Siccome Stefano era arrabbiatissimo, sferrò un pugno in pancia al titolare della sala giochi, e Michele si accorse che lo ha tirato con violenza, ma non sentì nessun dolore, allora, Michele diede un pugno allo stomaco di Stefano e principalmente non gli fece un gran danno, allora gli invitò a tirare altri pugni, e Stefano colpì il giovane proprietario e commesso della sala giochi, alla zona alta degli addominali, e lo colpì anche ai suoi pettorali, che le sue bretelle li evidenziavano.
Michele assestò due velocissimi pugni all'addome di Stefano, che tenne duro ancora un po', Stefano colpì Michele alla zona dell'ombelico, e non successe nulla, ovvero, che non avvertì nemmeno il minimo del dolore.

Michele diede un pugno fra i pettorali e gli addominali del più giovane, e lo piegò in due, facendolo sputare saliva, "hai visto che ti ho battuto?" disse il titolare, "ora niente soldi in dietro"
e gli diede un calcio da dietro "pure i calci adesso?" chiese Stefano, e gli tirò un altro pugno alla parte bassa dell'ombelico, facendolo tramortire a terra, "adesso me li devi restituire" disse Stefano nel vedere il suo avversario che si contorceva a terra, ma Michele si alzò di scatto, e gli diede pure lui un pugno nella parte bassa dell'addome, poi video che il ragazzo era piegato in due e tratteneva i dolori, "inutile che fai finta che non senti niente" disse Michele a Stefano, "non vedi che ti ho battuto?"
Stefano volle prendersi la rivincita, e nel tentativo di tirare un pugno allo stomaco del titolare, gli arrivò a gran velocità un pugno nel suo basso ventre e lo stese a terra dolorante, e gridava a terra, Michele aspettò che il ragazzo si riprendesse, e appena riprese le forze, aprì il cancello e lo fece uscire con le buone soddisfatto di aver partecipato per la prima volta ad un vero gut punch decente, meno soddisfatto Stefano, che tornò a casa a mani vuote e perplesso da una sfida che non conosceva, ma lo incuriosì tanto che desiderò prendere una rivincita, sempre con la stessa persona.
Così immaginò come poter avere la rivincita nel frattempo che se ne tornava a casa.

giovedì 18 dicembre 2014

Lotta in un bosco


Era una calda mattinata d'estate, e due ragazzi che si conoscevano appena stavano in un bosco assieme. Entrambi erano bellocci, e si trovavano li per una sfida di forza e resistenza. erano entrambi appassionati di gut punch e dato che su internet non se ne trovano molti appassionati seri di questa disciplina, decisero di sfidarsi sino all'ultimo respiro. Nel bosco non ci passava nessuno grazie agli animalisti che ne avevano vietato la caccia. Dato che faceva caldo, decisero entrambi di spogliarsi, si ammirarono a lungo e pensarono che era la volta decisiva per il gut punch. Valerio, il ragazzo raffigurato sotto seduto su una sedia rossa, non perse occasione a tirare un pugno diretto allo stomaco di Carlo, il ragazzo raffigurato sopra TUHD
haiiiiiiiii, gridò Carlo, e di conseguenza cercò di tirare pure lui un pugno nello stomaco di Valerio che lo parò. 
Valerio gli diede un bel montante alla zona vicino l'ombelico di Carlo THUDD e poi altri due pugni diretti alla bocca dello stomaco del ragazzo raffigurato sopra TUHD TUHDD r poi altri TUHDD TUDHHT TUHDD da mancargli il respiro, aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhh
tossisce, Carlo si raddrizzò in piedi e diede anche lui una dozzina di pugni all'addome di Valerio 
THUD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah gridò Valerio
"Fa male?" chiese Carlo ridacchiando "visto che si prova a tirare pugni così forti?"
Valerio gli diede un pugno alla zona inguinale di Carlo, facendolo piegare in due THUDDD
aaaaaaaaaaaaaaaaahhhhh
Carlo rimase piegato per molto tempo, e Valerio lo alzò per capelli facendolo piegare in due nel lato opposto, scoprendo così l'addome scoperto, ed in bella mostra, e gli diede uno schiaffo al ventre SPOKKK
e poi un alto SPOKK  e dei pugni agli addominali alti TUHDD TUHDD TUHDD TUHDDD
Carlo rimase in piedi, sentì il dolore atroce che gli bruciava gli addominali e fece per colpirlo di nuovo, questa volta Carlo a Valerio, gli diede una scarica di pugni nel ventre e Valerio si sentì bloccare il respiro, non volle più saperne di questo incontro, ma Carlo ci aveva preso gusto.
TUHHDDDD 
TUHDDD
TUHDDDD 
TUHDDDDDD
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAURGH
Carlo diede altri pugni agli addominali scolpiti di Valerio, prendendoci gusto TUHDD TUHDD
Valerio stava piegato in due respirando a fatica, sputava saliva, ma Carlo ormai gli aveva preso il gusto di farlo, perché avevano entrambi addominali sodi, adatti ad essere presi a pugni, Valerio si alzò e diede un calcio in pieno stomaco a Carlo, facendo piegare in due Carlo questa volta.
Carlo si rialzò velocemente, e diede un gancio diretto ai sei quadratini degli addominali di Valerio, TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD TUHDD 
Valerio non ne poteva più, ma i suoi addominali erano ancora belli duri, quindi diede un montante alla pancia muscolosa del suo avversario, che ormai non aveva più il ventre duro, si era ridotto a pasta frolla, e i dolori dei pugni bruciavano all'impazzata, Valerio aveva avuto al vittoria su Carlo, ma continuò, perché ci aveva preso gusto, e non aveva niente contro di Carlo, si conoscevano appena, e solo che dare pugni agli addominali magri e scolpito è cosa bellissima, continuò anche se Carlo gli implorava di smetterla TUHDD TUHDD TUHDD SLOSC SPLOSC SPLOSC, ormai gli addominali di Carlo non ce la facevano più, si accascia a terra ma Valerio gli passa sopra con le scarpe e saltella sui suoi addominali, e vince questa gara.

venerdì 24 ottobre 2014

Lo strano caso del ragazzo sventrato in un bosco

Era una calda serata d'estate e i giovani palestrati o ben messi fisicamente andavano in giro a torso nudo perché così facendo lodavano degli dei, o meglio quelli che loro definivano angeli scesi dal cielo per governare la Terra.
In quelle zone c'era un bosco abbastanza folto, dove si pensava che di li abitassero creature elementali che conoscevano alla perfezione tutti i segreti della natura. Era usanza fra i giovani, andare di sera a torso nudo o in mutande in quel bosco, perché potessero essere accarezzati dalla natura, che loro tanto idolatravano. I ragazzi grassottelli erano mal visti dalla società, perché si sa che i grassi sono soggetti a molte malattie come: ictus, diabete, trigliceridi alti, pressione alta, ecc.
Questa è la storia di un ragazzo che riuscendo a dimagrire di colpo grazie a degli estratti di erba che aveva raccolto nel bosco quando pesava 200 chili, voleva ringraziare gli angeli decaduti per il miracolo di aver ottenuto un fisico tonico e muscoloso. Era orgoglioso dei suoi addominali scolpiti e de suoi pettorali ben messi, ed anche per tutto il resto. Era diventato un ragazzo perfetto, muscoloso, ventre piatto e scolpito, abbronzato, sorridente, altruista, benevolo e molto intelligente per la sua età.
Quella sera era li nel bosco, da solo, i suoi coetanei non volevano andare, avevano paura in quel momento, anche se di solito tutti andavano nel bosco magico di sera a torso nudo a ringraziare gli angeli decaduti. Si sa, magrezza è salute. Il ragazzo mentre passeggiava da solo a torso nudo, decidette di andare scalzo, si tolse le scarpe e le calze, poi si tolse i pantaloni e rimase in mutande. Mentre camminava in mutande si accorse che c'erano dei suoni, come degli spostamenti d'aria, c'era come se qualcuno lo avesse seguito.
<Ma chi può essere> si domandò il ragazzo, poi si stese a pancia in giù, era usanza nella sua setta di far toccare alla natura la loro muscolatura. rimase li per ore, ma un vento gelido gli sfiorò la schiena <chi cazzo è?> si chiese di nuovo, si alzò e si guardò attorno, vide come se nel bosco ci fosse una presenza umanoide. Dato che era usanza credere agli elementali, agli dei caduti dal cielo per governare il mondo, decise di andare vicino e poterlo adorare, ma si accorse che la creatura era tutt'altro che benigna, si accorse di avere davanti a lui un essere non umano, ma che lo somigliava, aveva il corpo di una persona gracile, vestita con una felpa nera ed un cappuccio in testa. Il ragazzo pensò che fosse un ladro che gli aveva rubato i vestiti, ma gli abiti della creatura erano invernali, e in quel periodi faceva un caldo tepore, un piacevole caldo che dava sollievo a tutti i giovani muscolosi che non vedevano l'ora di mostrare.
Si accorse che la creatura aveva una maschera blu con un liquido nero che gli usciva dai buchi per vedere della maschera. Istintivamente gli tolse la maschera, ma poi si accorse del doppio errore, il primo era che non doveva mai togliere la maschera a quella creatura, il secondo errore è che quella creatura era l'eyeless Jack, una creatura umanoide senza occhi e dalle sembianze umanoidi. Così l'eyeless Jack cercò di aggredire il ragazzo, ma lui tentò di scappare, poi si voltò, pensò che con quei muscoli avesse sotterrato la creatura, ma si sbagliò. Facendosi coraggio diede un calcio negli zebedei del mostro, che non sentì alcun dolore, egli si avvicinò al giovane malcapitato, e diede un pugno allo stomaco di lui, per fortuna il ragazzo aveva indurito l'addome, ma il mostro gli diede una scarica di pugni fra l'ombelico, lo sterno e lo stomaco, poi diede qualche pugno ai suoi pettorali, sembrò divertirsi ad usarlo come sacco da boxe, ma il giovane si sapeva difendere molto bene, e iniziò pure lui a dargli pugni allo stomaco muscoloso del mostro, che non sentì nulla, il ragazzo però aveva le nocche sanguinanti, e cercando di prendere a calci il mostro si fece male lui, aveva i piedi gonfi dal dolore, ma insistette, prese un ramo da terra, questo ramo era marcio, ma appena sfiorò il mostro umanoide ritornò come appena germogliato, il ragazzo era stupito dei poteri magici della creatura umanoide, allora si inginocchiò a lui abbracciandogli le gambe, ma l'eyeless Jack lo respinse con una spinta sulla spalla, facendolo indietreggiare e si vedevano bene gli addominali scolpiti del giovane inerme umano.
Lui si alzò in piedi, capì che era cattivo, capì che era troppo forte per lui, non poteva fotografarlo, aveva il cellulare nei pantaloni che li aveva tolti, l'eyeless Jack fece uscire i suoi artigli retrattili dalle estremità delle dita, e cominciò a graffiarlo, l'addome ed i pettorali del ragazzo erano insanguinati, con ferite profonde, che usciva del sangue e del pus, poi il mostro lo prese a pugni e a calci al ventre, il ragazzo si girò dolorante, e arrivarono pugni anche dietro la schiena, l'eyeless Jack aveva ormai la vittoria in pugno, la sua vittima non poteva gridare, anche se urlava nessuno lo sentiva, era rimasto afono, e la creature lo torturò per tutti i suoi muscoli del malcapitato, di quel ragazzo non rimase niente, solo carni putrefatte ed ossa.
L'eyeless Jack ritornò da dove era venuto, da sotto terra, come se il suo corpo divenne puro spirito.

domenica 31 agosto 2014

Scontro fra nerd


Due ragazzi nerd, Andrea li in alto e Luigi con le bretelle, avevano l'amicizia su Facebook ed entrambi erano appassionati di gut punch fra maschi pur amando sessualmente le donne.
Si diedero appuntamento in un casolare abbandonato ed era estate, in quel casolare non ci andava mai nessuno, faceva molto caldo quel pomeriggio di luglio, Andrea e Luigi decisero di mettersi a torso nudo e sfidarsi.
Iniziò Luigi con un bel destro alla bocca dello stomaco di Andrea, che non sentì  dolore, si sentì solo un rumore sordo che faceva eco, Andrea prese il suo turno, e per non fargli troppo male gli tirò un pungo all'altezza dell'ombelico, e Luigi ridacchio come se volesse dire tutto qui quello che sai fare?
Andrea sentendosi mancare di rispetto passò alle maniere forti, gli tirò un bel pugno fra l'addome ed il centro dei pettorali di Luigi, il ragazzo con le bretelle. Luigi si sentì mancare il fiato e stava piegato in due, ma voleva prendersi al rivincita, da buon nerd era molto orgoglioso di se, tirò una ventina di pugni allo stomaco di Andrea, ma senza risultati, Andrea non sentiva dolore, era molto resistente, quindi Andrea diede altri pugni agli addominali di Luigi, che a poco riusciva a trattenere il dolore di come erano forti quei pugni, Andrea vedeva che Luigi aveva l'addome contratto, non era affatto moscio, quindi si eccitava da morire a dargli un'altra scarica di pugni a quell'addome di Luigi, che mentre si guardavano negli occhi, Andrea capì che Luigi stette per tossire, fece una breve tosse a labbra serrate, non voleva dar vedere la sua sofferenza, Andrea sorrise, come per dire, bravo il ragazzo, trattiene il dolore.
Luigi cercò di mollare un bel pugno all'altezza dell'inguine di Andrea, che sentì come un senso di durezza piacevole, allora continuò, e vide che Andrea ci stava a farsi scaricare di pugni il suo bell'addome tosto.
Luigi aveva una buona resistenza, ed anche Andrea, solo che Andrea, all'apparenza era più forte, Luigi prese a pugni l'addome piatto e scolpito di Andrea, che senza farlo a posta aveva preso un punto vitale, facendolo piegare in due, quasi vomitava, allora si arrabbiò, era troppo orgoglioso per farsi battere, quindi diede un forte pugno al'altezza dello stomaco di Luigi che vomitò tutto quello che aveva mangiato a pranzo, e si fermò soddisfatto e felice di vedere il suo sfidante a terra tramortito, però non lo lasciò a terra, lo prese in braccio e rivestendolo uscirono fuori entrambi, Andrea accompagnò con la macchina Luigi a casa sua, si salutarono, ma Luigi non disse niente ai suoi genitori dell'accaduto, il segreto del gut punch non si dice a nessuno.